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RSS di Ultima ora - ANSA.it
Trump, 'Iran ha accettato ispezioni Aiea all'infinito, per questo Hormuz è aperto'
'Ma navi pronte se fosse necessario reintrodurre il blocco. Sembra però improbabile'
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Mit, puntualità treni sale al 76%, ritardi per furti e manomissioni
'Anche guasti convogli di altre compagnie tra principali cause'
Repubblica.it
Guerra Iran, news– Netanyahu: “Grazie a Usa ma voglio autonomia armamenti. Con Teheran non è finita”
Teheran: “Non permetteremo agli ispettori Aiea di visitare i siti nucleari”. Ghalibaf: “Hormuz sarà gestito da noi”. Media: “Accordo Iran-Usa, sbloccati 12 miliardi di fondi congelati”. Colloqui di pace, istituiti gruppi di lavoro su nucleare e sanzioni
Repubblica.it
La corsa agli armamenti degli ayatollah per rifondare l’aviazione
Firmato un contratto per elicotteri russi, ora chiedono a Mosca e Pechino decine di caccia di seconda mano
Repubblica.it > Cronaca
Sorelle ritrovate, la sentenza sulla potestà genitoriale: “Così la madre manipolava le figlie”
Le carte del Tribunale di Velletri. “Valentina D’Acunto non era funzionale ai bisogni delle figlie, falsificava i test ed era pervicace contro l’ex marito per allontanarlo dalle bambine”. Ora è in carcere e la struttura Hope di Civitella Alfedena ha chiuso
Repubblica.it > Cronaca
Il meteorologo: “Farà caldo almeno fino al 2 luglio, con 9 gradi in più. Scordiamoci un’estate mite”
Giulio Betti di Cnr e Lamma: “Questa ondata sta risparmiando il Sud. Ma sarà lunghissima. Non c’entra El Niño. L’atmosfera è carica di calore per il riscaldamento climatico”
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Carbone: «Unico ecosistema tra Fisco e professionisti»
De Nuccio: commercialisti in prima fila anche sulla cooperative compliance. Sisto: avanti su limiti di responsabilità per i revisori legali. Leo: Codice tributario entro fine legislatura
Il Sole 24 ORE - Italia
Strage dei giovani sulle strade, vertice Salvini-Piantedosi. Il governo lavora a un piano
Il ministro dei Trasporti: «Sono ancora troppi i ragazzi che non tornano a casa e quindi vorrei trovare il modo di raggiungerli tutti e di incontrarli»
Il Sole 24 ORE - Mondo
Putin: Occidente parla di guerra con Russia, pronti a rispondere
Le autorità russe hanno iniziato a rafforzare la difesa aerea di Mosca, anche spostando sistemi dal fronte, già prima dei nuovi raid delle forze ucraine nella notte fra il 21...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Pizzaballa a Gaza: «Situazione difficile» l’attenzione resti alta
Esprimere ancora una volta la propria vicinanza a migliaia di persone, uomini, donne e bambini duramente messi alla prova dalla guerra. Questo l’obiettivo della nuova visita pastorale del patriarca latino...
Il Giornale
“Ma vattene a fan…”. Giorgio Dell’Arti insulta Ceccardi e poi torna indietro: “Scusa”
Lo scontro nel salotto di La7: “Come si fa a fare l’apologia dell’abolizione del suffragio universale?”
Il Giornale
“Non vi presentate ai funerali”. Esplode la rabbia delle divise
Pasquale Griesi, sindacalista Fsp, ha sottolineato che chi critica le divise non ha mai svolto un solo servizio di pattuglia e non sa cosa voglia dire rischiare la vita in ogni uscita
Il Fatto Quotidiano
“Processo contro silenzio, menzogna e depistaggi. Giulio Regeni privato della condizione di essere umano”, la requisitoria del pm Colaiocco
“Il processo che oggi giunge a conclusione non è stato, sin dal suo nascere, un processo come gli altri. È stato un processo contro il silenzio, contro il silenzio di chi non voleva parlare. Di chi non voleva collaborare, di chi confidava che il tempo cancellasse le tracce. È stato un processo contro la menzogna. Contro le ricostruzioni artificiose, contro i depistaggi“. Dopo anni di attesa, mancate collaborazioni ed ostruzionismo da parte dell’Egitto e normalizzazione politica e commerciale nell’asse tra Roma e il Cairo, nel segno della realpolitik e dei rapporti commerciali, sono le parole del pm Sergio Colaiocco ad aprire nell’Aula bunker di Rebibbia a Roma, il giorno più atteso. Quello della requisitoria del pubblico ministero, nel processo sul sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore scomparso in Egitto dieci anni fa, il 25 gennaio 2016. E ritrovato senza vita, con visibili segni di tortura, il 3 febbraio seguente, lungo la strada tra il Cairo e Alessandria. Gli imputati Un processo che vede imputati quattro 007 egiziani del regime di Al Sisi. Ovvero, Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, accusati del reato di sequestro di persona pluriaggravato (mentre al solo Sharif sono contestati anche i reati di concorso in lesioni personali aggravate e di concorso in omicidio aggravato, ndr). Dopo che anche le ultime eccezioni sollevate dalle Difese erano state respinte, il dibattimento è stato così dichiarato chiuso dalla presidente della Corte d’Assise, Paola Roja, dando il via alla requisitoria, con la sentenza attesa ora a settembre. “Secondo l’ordine naturale delle cose, questi fatti avrebbero dovuto essere accertati e giudicati nel luogo in cui furono commessi. Sarebbe stato compito dell’Egitto ricercare i responsabili, assicurare le prove, offrire alla vittima e alla comunità internazionale una risposta di giustizia”, ha esordito Colaiocco. Ma quel che “si è progressivamente rivelato è stato l’esatto contrario: un sistema di ostacoli, di opacità, di resistenze, di chiusure che ha reso via via evidente una conclusione tanto semplice quanto drammatica. Che questo processo, se non fosse stato celebrato in Italia, non sarebbe stato celebrato in nessun luogo”. La tortura protratta Secondo il pm quello che viene giudicato nel processo “non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l’esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia. Ciò che qui si giudica è la tortura protratta come strumento di dominio. E quell’uomo aveva un nome, un volto, una storia. Giulio Regeni”. Colaiocco ha voluto ricostruire la figura del ricercatore, spazzando ancora una volta via, testimonianze, dati e prove alla mano, qualsiasi illazione: “Occorre trarre una conclusione netta sulla pista inglese. Tutti gli elementi raccolti sulla cosiddetta pista inglese sono stati approfonditi, verificati, sviscerati in ogni possibile direzione. E deve dirsi oggi, con assoluta chiarezza, che da quel versante non è emerso alcun elemento utile alla ricostruzione del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni”. Tradotto, soltanto propaganda e falsi tesi, quelle riprese negli anni e rievocate anche da pezzi della politica italiana. Al contrario, è nell’Egitto di Al Sisi e negli apparati di intelligence del Cairo che si trovano le responsabilità del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio. “Giulio non era una spia” E ancora, Colaiocco ha ribadito una volta per tutte che il ricercatore italiano “non era una spia“: “È doveroso affermare che ogni aspetto dell’attività svolta da Giulio Regeni nel Regno Unito è stato chiarito in modo definitivo. Ciò vale per i rapporti scientifici tra Giulio e la professoressa Maha Abdelrahman prima della partenza per il Cairo; per le relazioni attribuite alla professoressa con la Fratellanza Musulmana o con apparati di intelligence britannici, relazioni rimaste sul piano della mera illazione; per l’assenza assoluta di qualsiasi elemento che possa anche soltanto far ipotizzare un rapporto tra Giulio Regeni e i servizi di intelligence del Regno Unito”. Per questo motivo Colaiocco ha ricordato come Giulio Regeni fosse “un cittadino italiano. Un giovane ricercatore. Un uomo libero. Un uomo che il 25 gennaio del 2016 entra, inconsapevole, in una zona d’ombra in cui il diritto cessa di esistere e al suo posto subentra soltanto la nuda forza. Da quel momento Regeni non è più una persona – ha aggiunto Colaiocco nella requisitoria dall’aula bunker di Rebibbia – , ma diventa un corpo sequestrato. Diventa un soggetto da piegare. Diventa un destinatario di violenza. Diventa, per chi lo detiene, materia su cui esercitare il potere assoluto”. L’ostinazione della famiglia Regeni Ma se il processo è andato avanti, questo è stato possibile soltanto grazie all’ostinazione della famiglia, Paola Deffendi e Claudio Regeni, assistiti dall’avvocata Alessandra Ballerini. “Oggi la Procura di Roma ricostruirà fatti e responsabilità, domani toccherà a noi parti civili. Sono 10 anni e mezzo che aspettiamo questo momento. Siamo emozionatissimi e carichi di responsabilità e aspettative anche di tantissimi italiani: più che fiducia è ormai una fede”, ha spiegato la stessa Ballerini, arrivando all’Aula bunker di Rebibbia. La stessa che, insieme ai genitori di Giulio, ha più volte ricordato le ingiustizie subite dal governo Meloni, così come dagli esecutivi precedenti, che hanno scelto la strada della pacificazione con il Cairo, tra vendite di armi e fregate, sfilate di ministri e rapporti commerciali ristabiliti come se nulla fosse mai accaduto. Tutto mentre promettevano – soltanto a parole – sostegno e vicinanza nella ricerca della verità. Così se il processo è andato avanti è stato grazie alla magistratura italiana, che non si è arresa di fronte alla mancata collaborazione dell’Egitto di Al Sisi. Altrimenti, ha ricordato Colaiocco, “questa verità sarebbe rimasta sommersa. Questa morte, se non fosse stata portata davanti a un giudice, sarebbe stata consegnata all’oblio. E allora la giurisdizione italiana si è assunta appieno le proprie responsabilità”. E ancora: “La tortura e l’omicidio non possono trovare riparo dietro i confini. Neppure la ragion di Stato può diventare ragione di impunità”. E non è mancato il riferimento alle parole del capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel decennale della morte: “La più alta delle istituzioni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha più volte in questi dieci anni ribadito che verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale. Nonché l’impegno del nostro ordinamento affinché sia fatta piena luce sulle circostanze e le responsabilità che segnarono il tragico destino di Regeni”. L'articolo “Processo contro silenzio, menzogna e depistaggi. Giulio Regeni privato della condizione di essere umano”, la requisitoria del pm Colaiocco proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
“Cosa ti inca**i con me, l’ho detto dieci volte. Io non posso dire a tutti di sedersi, vieni qua”: Eros Ramazzotti interrompe il concerto e risponde a un fan – IL VIDEO
Eros Ramazzotti prosegue con “Una storia importante world tour“, questa sera si esibirà a Bari allo Stadio San Nicola e poi il 27 giugno all’Allianz Stadium di Torino. Poi il tour proseguirà negli Stati Uniti, Canada e America Latina e tornerà con nuovi appuntamenti in Europa nel 2027. Ma durante lo show allo Stadio Franco Scoglio di Messina, che si è tenuto lo scorso 20 giugno, è successo qualcosa che ha portato l’artista a interrompere il concerto all’improvviso. L’artista, rivolgendosi a un fan, ha detto: “Vieni giù, vieni qua. Aspetta, stop stop. Cosa ti incazzi con me, l’ho detto dieci volte. Che cosa vuoi? Ho capito, ma io non posso dire a tutti di sedersi. Ragazzi, più di questo che cosa devo fare?”. Il video dello scambio tra l’artista e il fan è diventato virale sui social. Ma cosa è accaduto? Lo spiega il quotidiano La Sicilia: “Un fan ha protestato rumorosamente quando diversi spettatori si sono alzati e ammassati sotto il palco. La scelta di predisporre posti a sedere sul prato ha infatti creato disagi, poiché alcuni, infrangendo le regole, hanno abbandonato la propria seduta per avvicinarsi alle transenne, ostacolando la visuale di chi era rimasto composto. Ramazzotti ha più volte invitato i presenti a tornare al posto, arrivando a minacciare l’interruzione dello show; nonostante ciò, alcuni non si sono allontanati, penalizzando le prime file”. (Video TikTok @flukee177) L'articolo “Cosa ti inca**i con me, l’ho detto dieci volte. Io non posso dire a tutti di sedersi, vieni qua”: Eros Ramazzotti interrompe il concerto e risponde a un fan – IL VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Drowning deaths soar in France as Europe buckles in peak of heatwave
Forty people have drowned in heatwave-related deaths in France since last Thursday, Prime Minister Sébastien Lecornu says.
BBC News
How 100 hospitals switched to pen and paper to defeat a national cyber-attack
For four days, dozens of Romanian hospitals went offline, as cyber-experts sought to defeat the hackers.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
NYC Mayor Zohran Mamdani doubles down on criticism of AIPAC
Zohran Mamdani says AIPAC's has been supportive of a 'status quo for immorality' in Palestine, wider region.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Why is Israel being accused of meddling in Colombia presidential election?
President Gustavo Petro claims digital manipulation affected the results, but attorney general dismisses allegations.