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Pakistan-Qatar, finito il primo round dei colloqui fra Iran e Usa
Mediatori: "Atmosfera positiva"
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Guatemala, piano per la ricerca di 45.000 scomparsi nella guerra civile
Il presidente Arévalo, 'Iniziamo un cammino per sanare una ferita'
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La partita degli omonimi
L’Egitto ha risolto il problema delle generazioni, le convoca tutte insieme. Si inventa il futuro chiamando il passato
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“Un incidente su quattro è provocato dall’alcol la quantità non c’entra”
Incidente di Senago, parla Claudia Gandin, dell’Istituto superiore di sanità: “Il tipo di drink è ininfluente, resta una sostanza tossica e pericolosa”
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Sorelle ritrovate a casa dello zio, fermate la madre e altre due persone: sono accusate di sequestro
Coinvolti il compagno e il padre della donna. Il blitz all’alba, poche ore dopo il ritrovamento delle ragazzine
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Fisco, la GdF scopre a Imola sei milioni nascosti nei paradisi all’estero
Sei milioni di euro non dichiarati al Fisco detenuti all’estero da tre contribuenti residenti nel nuovo circondario imolese. A portarli alla luce sono stati i militari del Comando Provinciale della...
Il Sole 24 ORE - Italia
Milano, Lega: 10mila votanti alle primarie. Salvini lancia Sardone
Il Carroccio parla di «grande partecipazione». I risultati saranno resi noti la mattina di lunedì 22 giugno. Spazio all’ipotesi primarie di coalizione
Il Sole 24 ORE - Mondo
Bürgenstock resort di superlusso per celebrità, jet set e politica
Fin dalla sua apertura nel 1873 è stato un rifugio per celebrità e membri del jet set, ma anche per tanta politica. E’ il Bürgenstock, resort a cinque stelle appollaiato...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Morto il fisico Englert, uno dei padri del Bosone di Higgs
Il fisico belga François Englert, Premio Nobel per la Fisica nel 2013 che insieme a Peter Higgs contribuì a sviluppare la teoria che spiega il meccanismo attraverso cui le particelle...
Il Giornale
Sorelline scomparse, tre fermi per sequestro di persona
Le due ragazze, di 12 e 16 anni, erano sparite dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena e sono state ritrovate a Formia. Fermati la madre, il compagno e il nonno materno
Il Giornale
La sfida del Bez: sapersi rialzare con dignità
Troppe squadre, troppe partite, troppa mediocrità spacciata per inclusione. Il calcio perde appeal, passione, foga
Il Fatto Quotidiano
Le sostanze chimiche nei capi che indossiamo: quando dobbiamo preoccuparcene
“Piombo, cadmio, ftalati vietati: sono solo alcune delle sostanze chimiche tossiche rinvenute nei capi di Shein”. Così un articolo pubblicato da FQ Magazine nell’estate del 2024 presenta un’analisi del sito tedesco Oko-test su una ventina di capi d’abbigliamento della celebre catena cinese di ultra fast fashion. I risultati non possono lasciare indifferenti: un abitino per neonati che rilascia antimonio (una sostanza che viene assorbita dalla pelle), un capo per adolescenti che contiene dimetilformammide (potenzialmente dannosa per la fertilità), sandali con tracce di piombo. Quello di Oko-test non è il primo studio di questo tipo e tutto fa pensare che non sarà l’ultimo. L’organizzazione ambientalista Greenpeace ha iniziato a esaminare i capi di Shein già nel 2022, quando era da poco diventato un fenomeno di massa anche in Italia. Passano gli anni, ma le evidenze raccolte sono sempre le stesse: sostanze chimiche pericolose presenti in buona parte degli oggetti analizzati, in concentrazioni ben superiori rispetto ai limiti imposti dall’Unione europea. Personalmente capisco chi, leggendo queste notizie, si domanda se giornali e Ong si siano lasciati un po’ prendere la mano dall’allarmismo. Occupandomi da tanti anni di sostenibilità nella moda e lavorando direttamente in progetti di eliminazione della chimica tossica e nociva, mi capita spesso di rispondere ai dubbi di persone che, in buona fede, si chiedono se c’è davvero da preoccuparsi per Shein, oppure per i brand con produzioni non controllate e a basso costo. E se il problema è generalizzato, perché farsi domande e eventualmente spendere di più? Se tutti i marchi utilizzano sostanze chimiche pericolose per la salute delle persone e dell’ambiente, tanto vale comprare il prodotto che costa meno? Di per sé, le sostanze chimiche sono indispensabili per tingere i tessuti, stampare, rendere un capo impermeabile, elastico, resistente alle pieghe e conferire l’estetica desiderata. Il problema nasce quando vengono utilizzate sostanze pericolose senza procedure adeguate, cercando il massimo della riduzione dei costi di produzione. È vero che, al di fuori da un laboratorio, risulta impossibile capirlo. Ma il prezzo e le informazioni di accompagnamento del prodotto sono indizi: se quella maglietta o quel paio di scarpe o di jeans costano pochi euro e non hanno informazioni di accompagnamento, si può ipotizzare che il brand abbia fatto ricorso a “scorciatoie” in fase di produzione, come controlli meno accurati e standard qualitativi più “morbidi” del dovuto, soprattutto in riferimento alle fabbriche, alle persone e alle materie prime utilizzate, tra cui la chimica. Aggiungo un dettaglio: molte sostanze chimiche usate in produzione rimangono in tracce sul prodotto che acquistiamo, ma finiscono principalmente nelle acque di scarico, nei rifiuti industriali o nell’ambiente che circonda gli impianti produttivi, contaminando i terreni e le acque di estese aree industriali, dove i produttori non utilizzano chimica sostenibile. Dunque entrano in minima parte a contatto con la nostra pelle, ma c’è pur sempre qualcuno che ne paga il prezzo. I ricercatori di Water Witness International (WWI) hanno documentato un fiume colorato di blu dagli scarichi della produzione di jeans in Lesotho e valori di pH fino a 12 nel fiume Msimbazi in Tanzania. Nei pressi di Calcutta, gli scarichi delle piccole tintorie hanno contaminato suolo, acqua e prodotti agricoli con metalli pesanti. Ciò significa che i brand sono tutti uguali? Fortunatamente non è così. Noi cittadini dell’Unione europea abbiamo la fortuna di poter contare sul regolamento Reach, che impone alle aziende di registrare ogni singola sostanza chimica che utilizzano e dà mandato all’ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) di valutare se i rischi ambientali e sanitari siano gestibili o se, al contrario, sia necessario limitare o vietare le sostanze interessate. Questa legge è un’eccellenza che ci invidiano in tutto il mondo, ma presenta comunque dei limiti: funziona molto bene per le fabbriche che hanno sede nei confini dell’Unione europea, mentre è molto meno incisiva su tutto ciò che proviene dall’estero. E, purtroppo, è lecito apporre l’etichetta “made in Italy” anche se solo l’ultima fase rilevante della lavorazione è stata svolta in Italia. Dove non arrivano le leggi, ci pensano le iniziative volontarie. In questo campo la più nota e autorevole si chiama ZHDC (Zero Discharge of Hazardous Chemicals) e prende il via nel 2011, come risposta coordinata del settore moda alla storica campagna Detox di Greenpeace. Nata da un primo nucleo di sei marchi di abbigliamento, oggi conta oltre 320 firmatari tra brand della moda, fornitori e aziende chimiche. Prima di un acquisto, dunque, si può verificare se il brand ha aderito a ZDHC consultando il suo sito o quello di Roadmap to Zero. In tal caso, sta lavorando per eliminare le sostanze chimiche tossiche e nocive dai cicli di produzione e quindi per proteggere le persone e l’ambiente. L'articolo Le sostanze chimiche nei capi che indossiamo: quando dobbiamo preoccuparcene proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
I trombati parcheggiati ai vertici degli Enti ambientali: così falliscono le politiche green di destra e sinistra
Ciò che sto per dire è dettato dalla convinzione profonda che il fallimento di ogni politica ambientale del centrodestra ma anche dei governi precedenti è avvenuto perché non c’è mai stata consapevolezza sulla necessità di affidare ai più competenti, alle migliori menti, un ambito complesso e politicamente delicato come è la questione ambientale ed energetica. Si è voluto inficiare ogni organismo di controllo e di tutela con trombati politici, fidati personaggi di partito e ogni sorta di improbabili figure che hanno devastato e portato sull’orlo del dissesto vecchi e nuovi presidi ambientali ormai snaturati e inutili. Si pensava che il repulisti di competenze e merito non toccasse gli Istituti di ricerca dove è logico predisporre chi scientificamente può garantire un lavoro qualificato. Ma anche lì, l’ultima nomina all’Ispra vede Maria Alessandra Gallone, parlamentare di Forza Italia, occupare la poltrona di presidente. Un declino che fa inorridire, visto che questi istituti fanno muovere milioni di euro di commesse e che dà l’idea di quanto poco sia sentita la crisi ambientale che ci sta investendo in questa prima parte del nuovo secolo. Gli stessi partiti di sinistra che avrebbero dovuto difendere la meritocrazia e la questione ambientale dimostrano, in tutti e due i versanti, una certa difficoltà a contrastare la deriva populista e propagandistica di questa destra, con idee e progetti che valorizzino anziché mortificare le politiche ambientali e il patrimonio naturale protetto del nostro Paese. Del Partito democratico sappiamo bene. Conosciamo la fatica di chi, all’interno del partito, ha portato avanti le argomentazioni degli ambientalisti e le istanze ecologiste e che ha vissuto momenti di sconforto e di scoraggiamento per i tanti tentennamenti, stop and go, negazionismi, respingimenti e avanzamenti a seconda di chi in un certo momento “dava le carte”. Per anni gli ecodem hanno tentato di dare al Partito una accelerata in senso ecologista, ma oggi appare chiaro che i Democratici continuano a pensare e agire a prescindere e senza tener conto della questione ambientale. E’ un fatto, purtroppo. Ed è il primo dei punti di incomunicabilità con le giovani generazioni che, al contrario e lucidamente, ritengono l’emergenza ambientale un grande problema, tra i primi a coinvolgere l’intero pianeta. Se i nostri politici “di prima fascia” non comprendono questo, non riusciremo mai a intercettare un mondo giovanile radicale ed escludente per chi vuole dare “un colpo al cerchio e uno alla botte”. E’ una politica cieca, con il prosciutto sugli occhi, comune sia a destra che a sinistra, una politica fatta anche di uomini e donne che si sentono adatti ad ogni stagione e ad ogni poltrona pubblica. Che non fanno mai un passo indietro in nome di: “non ho le competenze”! Prendiamo come esempio la Sardegna. Una Regione che ha buona parte del suo territorio protetto da vincoli di legge. Tre importanti Parchi nazionali, tra mare e terra, polmoni verdi e azzurri di biodiversità e specificità naturalistiche. Un patrimonio da curare, tutelare, ma anche rendere fruibile ad un turismo consapevole e sostenibile come quello che oggi gira il mondo. Questo grande progetto, fiore all’occhiello della Regione, sta naufragando sotto i colpi di una politica governativa che ha individuato negli Enti gestori di questi Parchi il parcheggio ben remunerato di trombati (soprattutto ex sindaci, ex consiglieri, ex amministratori locali senza più incarichi), figuri di dubbia competenza, molto millantata e poco veritiera, ogni specie di politici per ogni stagione e per ogni argomento. Un disastroso scivolamento verso il fallimento di un’esperienza che ha dato all’Italia nel secolo scorso la patente del più importante sistema naturale protetto d’Europa. Sono stati prosciugati dal di dentro tutti i massimi vertici di questo sistema, perché persone sbagliate nei posti sbagliati portano progetti sbagliati e mancanza di visione. Non c’è che dire: un capolavoro! Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo I trombati parcheggiati ai vertici degli Enti ambientali: così falliscono le politiche green di destra e sinistra proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Fuel sales halted in occupied Crimea as Ukraine targets oil facilities
Fuel had already been rationed due to shortages caused by Kyiv's attacks against supply routes in Russian-occupied territories.
BBC News
Half of France under red heat alert as alcohol banned at street music festival
Temperatures are forecast to peak on Monday, and authorities warn they could match historic highs.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
‘Encouraging progress’ made as first round US-Iran talks end
The first round of US-Iran talks has ended with both sides agreeing on a roadmap towards a final deal.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
New York City welcomes the summer solstice with Times Square yoga
New Yorkers gathered for the 24th annual "Solstice in Times Square” event to celebrate the summer solstice.