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Borsa Tokyo in picchiata dopo il voto Usa (-5,96%)
Nikkei per la prima volta da maggio sotto 60mila, pesa l'incubo regole IA
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Usa, giudice federale blocca progetto arco di trionfo a Washington voluto da Trump
Oscurerebbe la prospettiva tra il Lincoln Memorial e il cimitero nazionale di Arlington
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Leo XIV in Latin America: a confrontation with the right
The Pope departs today and returns on 17 November. No special medical precautions are needed following his operation on 13 October. Vatican communications chief Montse Alvarado: “He is doing well.” In Buenos Aires, Milei and Peter Thiel await him; in Lima, the daughter of Alberto Fujimori
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From the Colosseum to the Sabina hills: a taste of Lazio’s olive oil
Explore Rome and its countryside through olive oil tastings, historic mills and the Evo Experience, a journey into one of the region’s most treasured food traditions
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Leone nell’America Latina che si è spostata a destra: “Ma la sconfitta di Trump cambia lo scenario”
Intervista allo storico Gianni La Bella: “Il voto di metà mandato è in assoluta controtendenza rispetto all’idea del tycoon di trasformare nuovamente il subcontinente nel cortile di casa degli Stati Uniti”. Prevost nell’Argentina di Milei e nel Perù di Fujimori
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L’infanzia, le feste, i sogni Luana prima della tragedia che l’ha resa un simbolo
Il docufilm sulla vita della giovane operaia di Prato vittima dell’incidente nel 2021. “Chi muore sul lavoro non è un numero”
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Eventi meteo estremi in crescita, nel 2025 danni per 11,9 miliardi. Conto salato per le aree costiere
Gli eventi meteo estremi crescono, e anche i danni su comunità e cittadini si fanno sentire. Dal Nord al Sud, passando per le isole, si fanno i conti con gli...
Il Sole 24 ORE - Italia
Teleriscaldamento, via libera di Arera al bonus sociale per le famiglie in difficoltà economica
I destinatari dell’agevolazione potranno contare su una riduzione della spesa media pari circa al 15% al netto delle imposte. Il bonus spetta alle famiglie con Isee non superiore a 9.796 euro o a 20mila euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico
Il Sole 24 ORE - Mondo
Resa dei conti tra i repubblicani: Hegseth sotto accusa, pronto l’impeachment
Il capo del Pentagono attaccato per la guerra e la sconfitta alle elezioni. Trump lo difende: «Ha fatto un ottimo lavoro». Voci, poi smentite, su possibili dimissioni di Rubio
Il Sole 24 ORE - Mondo
Paraguay, il presidente Peña si dimette dopo il caos di Ueno Bank
Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, si è dimesso dopo il commissariamento da parte della banca centrale di Ueno Bank, un istituto di credito digitale che conta 2,94 milioni di...
Il Fatto Quotidiano
Processo Hydra, il testimone di giustizia: “Busto Arsizio è nelle mani dei Nicastro”. Il racconto del pestaggio: “Ma ho denunciato”
“Oggi a Busto Arsizio tutti ancora hanno paura dei Nicastro. Hanno tutti paura perché nessuno denuncia. Ancora oggi fanno del male alle persone, io voglio convincerli a fare denuncia, ma hanno una paura tremenda. E anche se li hanno picchiati selvaggiamente, questi negano e dicono che si sono fatti male accidentalmente, perché hanno paura. Ancora oggi mi dicono a me di stare attento. La gente trema. Se devo essere sincero, Busto Arsizio ancora ce l’hanno in mano loro”. Franco parla con il suo accento siciliano ripulito da anni di vita in terra lombarda. Ha 66 anni, una moglie, due figli e tre nipotini. Qui in aula al processo Hydra sul Consorzio di mafie viene sentito in veste di testimone di giustizia, un fatto raro per queste terre dove, come dice Franco, nessuno denuncia gli affari e le violenze mafiose. Perché di questo stiamo parlando, della famiglia Nicastro, legata a Cosa nostra e al clan Rinzivillo di Gela, dei fratelli Fabio e Dario, di Francesco, figlio di Dario e del fedele Rosario Bonvissuto. Tutti imputati nel processo. I primi due per associazione mafiosa, e insieme al 27enne Francesco con Bonvissuto per estorsione aggravata dal metodo mafioso proprio nei confronti di Franco che la sera del 18 maggio 2021 sarà massacrato di botte solo per aver poco prima cacciato dal locale il figlio di Dario Nicastro. L’udienza è stata preceduta dal deposito dei due verbali che Franco ha fatto davanti ai pm ai carabinieri del Nucleo investigativo lo scorso febbraio, denunciando tutto. Alla fine del primo verbale dopo aver ricostruito i fatti che secondo l’accusa inchiodano alle loro responsabilità i Nicastro non trattiene uno sfogo: “Sono sincero, quando mi alzo al mattino mi viene sempre in mente, quando faccio fatica a respirare, quando vado a dormire, quando salgo le scale, specialmente d’inverno, sempre d’inverno mi si tappa magari il naso e mi manca l’aria, e devo respirare con la bocca, e mi vengono sempre in mente, sempre in mente. Quando ne parlo mi viene in mente sempre. Sto male. Sono sincero, non lo faccio vedere a nessuno, faccio il grande, ma ho paura. Mi guardo attorno, cambio strada, non faccio mai la stessa strada, anche quando vado a casa, una volta vado a destra e una volta vado a sinistra, non faccio mai lo stesso percorso, guardo persino le ombre, quando cammino guardo a terra, che con la luce c’è l’ombra, se qualcuno ce l’ho di dietro, prima di uscire guardo chi c’è”. Franco arriva in Lombardia giovanissimo e a raccontarlo si commuove. Ricorda i tempi quando “i terroni” non erano ben voluti. A Busto lavora ma non trova casa perché i bustocchi non vogliono affittargli la casa. Alla fine si ricava uno sgabuzzino dentro la fabbrica. Qui vive con la moglie e la bimba piccola. Poi cambia e trova un appartamento, ma il bagno è in comune, e un giorno, mentre insieme sono nella vasca per lavarsi, la bimba sta male. Franco dietro al paravento si commuove di rabbia. Il pm Alessandra Cerreti lo tranquillizza. Poi nel 2008 inizia la sua avventura nel mondo dei locali. Ne apre uno al figlio, diplomato perito chimico. È il Vanity Cafè che va benissimo. Così Franco decide di aprirne uno più grande. È lo Studio 54. Qui, durante la ristrutturazione del capannone, conosce i Nicastro perché a loro, su suggerimento del cognato, affida i lavori. I Nicastro vengono pagati fino a 120mila euro, ma non saldano i subappaltatori che a loro volta vogliono i soldi da Franco che alla fine dovrà pagare il doppio. A Busto Arsizio, come dice Franco, comandano i Nicastro. E se Dario si atteggia da boss, il figlio Francesco impara velocemente e spesso, accompagnato da almeno dieci persone, entra nel locale, si atteggia da capo e scatena diverse risse. Franco, che ha la schiena dritta da sempre, lo caccia, una, due, tre volte. E si arriva al 18 maggio, quando Francesco Nicastro assieme a due albanesi entra allo Studio 54. Sono quasi le dieci di sera e le direttive Covid impongono chiusure anticipate. Franco li caccia ancora una volta. È la sera del massacro. Ma per capirlo meglio tocca tornare indietro di pochi giorni, quando si presentano al locale Fabio, Dario e Francesco Nicastro. Franco non c’è, ma qualche sera prima aveva cacciato dal locale il giovane Nicastro. I tre parlano con la moglie. Ricorda Franco: “Dissero a mia moglie che io dovevo far entrare suo figlio quando voleva a qualsiasi ora, perché sennò mi tagliava la testa”. Prima di uscire Francesco lascia il numero di telefono del padre. “Ho chiamato e gli ho detto: ‘Ma che cazzo vuoi?’ e lui mi dice: ‘A te ti devo strozzare con le mie mani. Se ti permetti ancora di buttare fuori mio figlio tu sei morto. Io con le mie mani ti ammazzo”. Franco risponde a tono: “Io ti denuncio, non te la faccio passare liscia. Dopo è successo quello che è successo”. Ancora prima di questo episodio i Nicastro sono di nuovo nel locale e, nonostante Franco non lo abbia mai messo in vendita, gli propongono 60mila euro per acquistarlo. “Vieni qua – dice Nicastro a Franco -, siediti con noi. Guarda che noi abbiamo intenzione di comprare ‘sto locale qua. Noi l’abbiamo visto ‘sto locale, che già è in vendita. Ti dico che l’hai messo in vendita per 60.000, ma ti diamo 50.000 contanti e ce lo lasci”. Il giorno dopo allo Studio 54 entra il solo Bonvissuto. Prende una birra e dice a Franco: “Sappi che io il tuo locale non lo voglio, perché, se lo volevo, me lo prendevo e tu da qua sparivi”. Poi esce senza pagare la birra. Franco: “Dove stai andando? Va che mi devi pagare la birra. Questo se l’è legata al dito pure sta storia qua, che non doveva pagare”. Franco lo capirà la sera del massacro, quando dopo aver cacciato per l’ennesimo volta Francesco Nicastro, questo chiama il padre: “Guarda che ‘sto merda qua ancora fai il grande”. Il seguito sembra un film. Inizia Franco: “Arrivano Dario Nicastro e Bonvissuto. Su un’auto rossa. Io stavo ritirando gli ombrelloni. Bonvissuto dice fa andare vie le persone che erano lì. Dario arriva e mi dà una testata sul naso. Non cado. Sento che mi acchiappano, che mi tirano, erano il figlio e gli altri due suoi amici. Mi sento tirare, proprio pum, schiaffi. Facevo fatica a respirare, perdevo sangue. Prendo uno straccio per fermare l’emorragia, loro continuavano ancora. Tutti e cinque, sì, tutti e cinque. Quello che comandava era Bonvissuto, lui era quello che diceva: ‘Basta’, lo sentivo io, ecco, lo sentivo, la sua voce la sentivo che diceva: ‘Basta, basta’, poi ha detto: ‘Basta, ne ha prese abbastanza’. Quando sono caduto, Dario si è avvicinato e mi ha detto: ‘Ricordati che a Busto comando io. I Carabinieri a me me lo sucano. Se vai a denunciarmi ti brucio a te e al locale, e non dimenticarlo’. Ha preso e se ne è andato, e ha lasciato là a Bonvissuto, quello che doveva dirigere ancora i lavori. I ragazzi continuavano ancora a darmi calci, bum, bum”. Quindi interviene ancora Bonvissuto. Franco ricorda le sue parole: “L’ha capito, l’ha capito. Non vi preoccupate, che non parla. È vero che non parli? – mi diceva a me – È vero che non parli? E io continuavo a dirgli che io li denunciavo. E Bonvissuto: no, tu non devi dire niente. Capito? Mettitelo in testa! È finita qua. Va bene? Si è chiusa qua la faccenda”. Nel frattempo, prosegue il testimone di giustizia, “Francesco Nicastro sale sopra il bancone, apre gli sportelli del frigorifero e dà le birre a loro, una ai due albanesi, una a testa, e una a Bonvissuto. Hanno brindato, pom, pom, pom. Poi Bonvissuto ha messo la mano in tasca, ha preso una mazzetta di soldi, li ha appoggiati così sopra il bancone, pom, e mi ha detto, facendo riferimento all’episodio dei giorni prima della birra che non voleva pagare: “Vedi? Io i soldi ce li ho, ma non te li do, perché tu hai un brutto vizio, quello di chiedere i soldi. Te lo devi togliere ‘sto vizio” L'articolo Processo Hydra, il testimone di giustizia: “Busto Arsizio è nelle mani dei Nicastro”. Il racconto del pestaggio: “Ma ho denunciato” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
‘Ndrangheta stragista, le motivazioni dell’Appello bis: “Attentati erano strumento funzionale a ottenere revisione di equilibri politici e legislativi”
“La strategia stragista non era concepita come mera esplosione di violenza, ma come strumento funzionale a ottenere una revisione degli equilibri politici e legislativi, con particolare riferimento all’ergastolo, al 41-bis e alla normativa sui collaboratori di giustizia”. Lo scrive la Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria nelle motivazioni della sentenza su “’Ndrangheta stragista” che ha confermato gli ergastoli a Giuseppe Graviano e a Rocco Santo Filippone, rispettivamente boss di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta. “La delusione manifestata da Graviano per il mancato soddisfacimento di tali aspettative rende evidente la persistenza (…) di un nesso tra appoggio politico, attesa di benefici e precedente pressione stragista”, si legge nella sentenza dell’Appello bis, dopo l’annullamento in Cassazione. Graviano e Filippone sono accusati degli attentati ai carabinieri in riva allo Stretto nella prima metà degli anni ’90: due agguati con militari dell’Arma feriti e il duplice omicidio del 18 gennaio 1994 di Antonino Fava e Vincenzo Garofalo. Per la Dda di Reggio Calabria, quegli attentati rientravano nelle “stragi continentali” per le quali già la Suprema Corte aveva ritenuto provata la convergenza tra Cosa Nostra e ’ndrangheta. La Cassazione aveva però chiesto di dimostrare “adeguatamente” la responsabilità di Graviano e Filippone come mandantidel delitto. Inoltre occorreva sanare le dichiarazioni “contraddittorie” dei pentiti Antonino Lo Giudice e Consolato Villani. “Discrasie” che, secondo la presidente la Corte, sono state superate al termine dell’istruttoria riaperta su richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, ieri nominato dal Csm procuratore aggiunto della Dna. Quegli agguati – si legge nella sentenza – “furono deliberati e commissionati da Filippone”. L’esponente dei Piromalli agì da “snodo di raccordo” tra gli esecutori calabresi, Giuseppe Calabrò e Consolato Villani, e la componente siciliana di Graviano. La figura del boss di Brancaccio, condannato per le stragi del ‘93 a Firenze, Milano e Roma e per quelle di Capaci e via d’Amelio nel 1992, è più complessa: “Non emerge quale mero partecipe periferico del progetto eversivo, bensì quale esponente del gruppo dirigente oltranzista che, insieme a Bagarella e Messina Denaro, intese mantenere viva la strategia delle stragi quale strumento di pressione nei confronti delle istituzioni”. Per i giudici “la scelta di privilegiare l’attacco all’Arma rispetto a un progetto vendicativo interno a Cosa Nostra conferma la dimensione propriamente politica e destabilizzante”. La Corte, infatti, definisce Graviano “non solo consapevolmente partecipe, ma anche protagonista della strategia stragista post-riiniana, nella duplice dimensione operativo-militare e politico-ricattatoria”. Nella sentenza Silvio Berlusconi non è mai nominato. I fatti risalgono a un momento storico in cui nasceva Forza Italia, mentre Cosa Nostra era alla ricerca di un interlocutore politico. Per averlo serviva quello che il pentito Gaspare Spatuzza ha definito “il colpo di grazia” cioè il fallito attentato all’Olimpico contro i carabinieri, il culmine della “strategia stragista” dopo che “i calabresi si erano già mossi”. L'articolo ‘Ndrangheta stragista, le motivazioni dell’Appello bis: “Attentati erano strumento funzionale a ottenere revisione di equilibri politici e legislativi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
The Local Italy
Several Italy flights hit by hoax bomb threats
False bomb alerts were reported on a Finnair flight from Helsinki to Rome and a Wizz Air flight from Milan to Warsaw on Thursday, with the Wizz Air jet re-routed to Vienna, the airlines said.
The Local Italy
Will Italy’s student protests continue in November?
Riding on the wave of youth-led demonstrations that have swept across Italy in recent weeks, more protests are planned for the month ahead.
BBC News
French protests see numbers surge as unions join strikes over high cost of living
The interior ministry estimates 600,000 people joined protests across France, while the unions say the number was far higher.
BBC News
Hoax bomb threats target European airlines and airports for second time in a week
At least 21 flights across Europe are affected in what the UK government calls a "malicious hoax threat".
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Australia appoint Mike Hussey as consultant for Ashes and Cricket World Cup
Hussey, known as 'Mr Cricket' for his technical expertise, will also work with Australia during the LA 2028 Olympics.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Who is Kozo Tashima, the Japanese official running for FIFA presidency?
Tashima has served as a football player, coach and bureaucrat, and has a reputation for being a safe pair of hands.