Latest Milan News
RSS di Ultima ora - ANSA.it
Dopo insulti e minacce disposta la vigilanza per la gip del caso Siher
La decisione della Prefettura su richiesta del presidente del Tribunale di Milano
RSS di Ultima ora - ANSA.it
Il gas parte in crescita (+2%) a 92 euro al Megawattora
Sul mercato di Amsterdam di riferimento per l'Europa
Repubblica.it
Leo XIV in Latin America: a confrontation with the right
The Pope departs today and returns on 17 November. No special medical precautions are needed following his operation on 13 October. Vatican communications chief Montse Alvarado: “He is doing well.” In Buenos Aires, Milei and Peter Thiel await him; in Lima, the daughter of Alberto Fujimori
Repubblica.it
From the Colosseum to the Sabina hills: a taste of Lazio’s olive oil
Explore Rome and its countryside through olive oil tastings, historic mills and the Evo Experience, a journey into one of the region’s most treasured food traditions
Repubblica.it > Cronaca
Leone nell’America Latina che si è spostata a destra: “Ma la sconfitta di Trump cambia lo scenario”
Intervista allo storico Gianni La Bella: “Il voto di metà mandato è in assoluta controtendenza rispetto all’idea del tycoon di trasformare nuovamente il subcontinente nel cortile di casa degli Stati Uniti”. Prevost nell’Argentina di Milei e nel Perù di Fujimori
Repubblica.it > Cronaca
L’infanzia, le feste, i sogni Luana prima della tragedia che l’ha resa un simbolo
Il docufilm sulla vita della giovane operaia di Prato vittima dell’incidente nel 2021. “Chi muore sul lavoro non è un numero”
Corriere.it - Homepage
Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
Corriere.it - Homepage
IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Dl bollette, slitta ancora il via libera. Pochi margini per altri correttivi
Pichetto Fratin ha illustrato il testo: delegato all’Arera il compito di decidere come ridurre il costo per i produttori. La premier Meloni ha chiesto un parere dell’Autorità e la garanzia che i correttivi siano in linea con i dettami di Bruxelles
Il Sole 24 ORE - Italia
Eventi meteo estremi in crescita, nel 2025 danni per 11,9 miliardi. Conto salato per le aree costiere
Gli eventi meteo estremi crescono, e anche i danni su comunità e cittadini si fanno sentire. Dal Nord al Sud, passando per le isole, si fanno i conti con gli...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Resa dei conti tra i repubblicani: Hegseth sotto accusa, pronto l’impeachment
Il capo del Pentagono attaccato per la guerra e la sconfitta alle elezioni. Trump lo difende: «Ha fatto un ottimo lavoro». Voci, poi smentite, su possibili dimissioni di Rubio
Il Sole 24 ORE - Mondo
Paraguay, il presidente Peña si dimette dopo il caos di Ueno Bank
Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, si è dimesso dopo il commissariamento da parte della banca centrale di Ueno Bank, un istituto di credito digitale che conta 2,94 milioni di...
Il Fatto Quotidiano
Crac Ueno Bank, Peña in stato di accusa: il presidente del Paraguay era socio dei gruppi che controllavano la banca
La transizione può attendere. Dopo il crac alla Ueno Bank – che vede congelati 2,9 milioni di conti correnti – le Camere avviano la procedura di impeachment contro il presidente del Paraguay, Santiago Peña, convocato alle 10 ora locale (le 14 in Italia) presso il Tribunale legislativo. Decisione bipartisan, votata anche dalla sua formazione politica, Partido colorado. Le opposizioni rifiutavano “categoricamente” le dimissioni del presidente, come affermato dalla senatrice Yolanda Paredes, che chiedeva di “chiarire la sua vicenda giuridica”. Peña è stato messo in stato d’accusa per “cattiva condotta nell’esercizio del suo mandato”. È indagato per conflitto d’interessi, poiché nei primi 19 mesi di mandato risultava socio commerciale di Ueno Holding e Grupo Vásquez, entità che controllano Ueno Bank, e per il massiccio dirottamento di 850 milioni di dollari in fondi pubblici presso l’Istituto bancario nel corso del suo mandato. Lo si accusa anche di complicità e omissione di controllo per aver nominato Carlos Carvallo, ex presidente di Ueno, alla guida della Banca centrale del Paraguay. Preso atto dell’impeachment, Peña – che risulta anche indagato dalla Procura locale – sostiene: “Mi presenterò ed eserciterò il mio diritto alla difesa”. E si dice disposto a “una piena collaborazione” con la giustizia. Alcibiades González Valle, avvocato costituzionalista, spiega a Ilfattoquotidiano.it che, attraverso le dimissioni, Peña avrebbe ottenuto “immunità parlamentare”, poiché “sarebbe diventato senatore a vita”, come previsto dall’articolo 189 della Costituzione paraguaiana. González osserva che, “una volta avviato l’impeachment non si può più procedere alla rinuncia”. La rabbia delle piazze Anche i manifestanti, scesi in piazza da martedì e giunti anche alle porte del Congresso, in via Río Jejui, chiedevano la messa in stato d’accusa del presidente. “Noi non vogliamo che vengano accolte le sue dimissioni, altrimenti lui (Peña, ndr) resterebbe blindato come senatore a vita”, ha denunciato la dirigente sindacale Maria Silva Invernizzi. “Che il processo vada avanti, perché Peña perda la sua immunità”, ha esclamato Adolfo Villalba, tra i manifestanti. Concluso l’impeachment, il governo di transizione potrebbe essere affidato al vicepresidente Pedro Alliana, che il Partido colorado ha risparmiato dall’impeachment. La piazza però resta contraria e rivendica: “Que se vayan todos!”. In fondo, per i manifestanti il crac dell’istituto di credito è “l’ennesimo assalto contro cittadini onesti e lavoratori, gente i cui piccoli risparmi sono il frutto di anni di lavoro”, osserva l’attivista sociale Belarmino Balbuena. Prestiti incrociati e bilanci truccati La crisi della Ueno Bank colpisce il 60% della popolazione adulta paraguaiana, che affidava risparmi, pensioni e stipendi all’Istituto bancario, già secondo depositario i fondi pubblici statali. E la sua crisi – tra carte bloccate, app fuori uso e prelievi interrotti – è conseguenza diretta di uno schema di prestiti incrociati e bilanci truccati. Secondo gli inquirenti, i prestiti incrociati sarebbero finiti in società legate al Grupo Vásquez, appartenente a Federico Miguel Vásquez Villasanti, italo discendente, che a sua volta deteneva il 75,94% di Ueno Bank e il 94,02% dei diritti di voto. Ma a un certo punto il denaro era finito, intaccando anche la soglia minima di sicurezza – 500 milioni di dollari – presso la Banca centrale. “Hanno prelevato 70 milioni, che non sono più tornati indietro”, riferiscono fonti della Soprintendenza bancaria paraguaiana, che alle 3 di martedì ha preso il controllo di Ueno Bank. Nelle stesse ore sono scattate le perquisizione Vásquez onde evitare la sua fuga o l’eventuale distruzione di prove utili a fini giudiziari. Il banchiere è stato portato in cella, presso il Penitenziario nazionale di Tacumbù, e il suo arresto è stato convalidato giovedì. Detenuti anche altri sette direttivi della banca, tra cui Juan Manuel Cardoni e Julio Daniel Rey Fernández. I loro beni sono soggetti a un embargo da 70 milioni di dollari. Gli imputati sono 27 in totale, compresi azionisti e rappresentanti delle società vincolate ai prestiti incrociati. La crisi colpisce i più fragili Nel frattempo, il presidente della Banca centrale assicura: “Sono garantiti i depositi e i trattamenti pensionistici”. A coprirli è il Fondo di garanzia che assicura fino al 97% dei correntisti (circa 38 miliardi di dollari). In realtà, il grosso dei depositi, oltre il 60%, si concentra nel 3% dei conti rimasto scoperto, secondo Moody’s: circa 1 miliardo di dollari affidati a Ueno bank da organi dello Stato, tra cui l’Istituto di previdenza sociale e il Ministero dell’Economia, e ulteriori fondi riconducibili a imprese, investitori e altri enti. Per Moody’s la situazione è “gestibile” a livello finanziario, ma le ricadute del crac si ripercuotono direttamente sulla popolazione: “A noi Ueno ha abilitato un prestito per la prima casa, mai sborsato però”, denuncia Nadia González, madre di tre figli, “ora non sappiamo dove vivere”. Colpiti anche i malati. “Dovevo ritirare i miei ultimi risparmi per le spese mediche – ha detto Ingrid Bustamante, dializzata -, ma non è stato possibile. È tutto bloccato, anche la salute”. L'articolo Crac Ueno Bank, Peña in stato di accusa: il presidente del Paraguay era socio dei gruppi che controllavano la banca proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Ti ricordi… Rinaldo Martino, il fuoriclasse argentino che vinse con la Juve e scappò da Torino per i cavalli
Lo scudetto mancava da quindici anni. Gli ultimi cinque erano stati a senso unico: il Grande Torino era una squadra invincibile. Non dal destino purtroppo, e la tragedia del 1949 bruciava sulla pelle di tutta Italia. Gianni Agnelli, diventato presidente nel 1947, promise che “Torino avrà presto un nuovo squadrone”. E un nuovo squadrone passa per i primi, grandi, acquisti stranieri: i danesi Hansen e Praest ci sono già, e quanto a potenza siamo a posto. Serve classe, serve velluto, e allora chi meglio di Rinaldo Martino, detto appunto “zampe di velluto”? Nato a Rosario il 6 ottobre 1921, Rinaldo Fioramonte Martino aveva già lasciato il segno ben prima di sbarcare in Italia. A portarlo alla Juventus fu soprattutto un incontro: quello con Renato Cesarini. In un’intervista concessa molti anni dopo a El Gráfico, Martino raccontò che l’ex fuoriclasse juventino gli si avvicinò un giorno, chiedendogli se avesse voglia di giocare in Italia. Gli spiegò che il suo calcio sarebbe stato perfetto per il nostro campionato: scatto breve, tocco rapido, capacità di muoversi negli spazi. Martino disse sì e Cesarini lo raccomandò alla Juventus. Una trattativa nata, insomma, dalla convinzione di chi sapeva riconoscere il talento. A Torino arrivò nell’estate del 1949, dopo aver conquistato l’Argentina con la maglia del San Lorenzo. Nel 1946, insieme ad Armando Farro e René Pontoni, aveva composto il celebre «trio de oro»: tre uomini capaci di mandare in gol una squadra intera, 90 reti complessive nel campionato vinto dal Ciclón. Martino era il più fantasioso, quello che accarezzava il pallone e lo accompagnava dove voleva. Non a caso, in Italia, sarebbe diventato «Zampa di velluto». In patria, invece, era già «Mamucho»: un soprannome nato da una sua gaffe linguistica. Dopo una partita aveva provato a dire che nel secondo tempo la squadra aveva giocato molto meglio, ma gli uscì un improbabile «jugamos más mucho». Il compagno Bartolomé Colombo non perse l’occasione: Mamucho, da quel momento, per tutti. Il suo biglietto da visita internazionale era stato un gol destinato a entrare nella storia. Coppa America 1945, Argentina–Uruguay: Martino si liberò di tre avversari, finse il tiro e superò il portiere Roque Máspoli con un pallonetto. Un capolavoro che in Sudamerica sarebbe stato ricordato come «el gol de América». L’Argentina vinse la partita e il torneo. E Martino, nel frattempo, aveva imparato a convivere con la fama di artista del pallone. Alla Juventus non ebbe bisogno di presentazioni né di prove generali. «Non giocai amichevoli. Arrivai e debuttai», avrebbe ricordato. Il primo appuntamento fu l’11 settembre 1949, contro la Fiorentina: finì 5-2 e Martino segnò già al suo esordio in Serie A. Jesse Carver lo sistemò da interno destro, accanto a Boniperti, con Muccinelli e i danesi Hansen e Præst a completare un attacco di straordinaria qualità. Ad aiutarlo nell’ambientamento furono soprattutto Volante, che lo accompagnava persino agli allenamenti, e Gigi Peronace, prezioso interprete con l’allenatore inglese. La stagione fu un trionfo. La Juventus conquistò lo scudetto con quattro giornate d’anticipo, chiudendo a quota 62 punti, cinque più del Milan: 28 vittorie, 100 gol segnati e appena 43 subiti. John Hansen fu il capocannoniere con 28 reti, Boniperti ne aggiunse 21, Martino ne firmò 18. Non era soltanto un raffinato rifinitore: sapeva anche dove mettere il pallone per fare male. E lo faceva senza bisogno di calciare forte. «Non mi è mai piaciuto tirare con potenza, ho sempre cercato di piazzarla», raccontò. Da qui il soprannome italiano, conquistato a suon di carezze al pallone. Il suo talento gli spalancò anche le porte della Nazionale italiana. Figlio di genitori italiani, Martino vestì l’azzurro da oriundo il 30 novembre 1949, nella partita contro l’Inghilterra. A Wembley, o meglio sul terreno londinese di White Hart Lane, arrivò una sconfitta per 2-0. Fu la sua unica presenza con l’Italia, dopo aver già collezionato venti presenze e quindici gol con l’Argentina. Una doppia cittadinanza calcistica, come si diceva allora, che raccontava bene il calcio di quegli anni. Eppure, proprio quando sembrava destinato a diventare uno dei simboli della nuova Juventus, Martino preparò le valigie. Nel 1950 tornò in Sudamerica. La moglie, sposata poco prima della partenza, non si era ambientata in Italia, ma lui, con la sua ironia, avrebbe dato un’altra spiegazione. «Mi interessavano molto le corse», disse in un’intervista. «Quelle automobilistiche?». «No, quelle dei cavalli!». La passione per l’ippica, insomma, più dei motori. E forse anche un modo elegante per raccontare che Torino, nonostante lo scudetto, non era diventata casa. La sua storia, però, non finì con quella stagione bianconera. Passò al Nacional di Montevideo poi nel Boca Juniors e nel Cerro, prima di salutare il pallone. Ma c’era un’altra musica nella vita di Martino, ed era quella del tango. Nel 1962 fondò a Buenos Aires, insieme ad Atilio Stampone e Vicente Fiasché, il Caño 14, locale destinato a diventare un tempio del due per quattro. Per diciotto anni passarono da quelle stanze alcuni dei nomi più importanti del tango argentino. Martino aveva cambiato palcoscenico, non inclinazione: continuava a cercare la bellezza, soltanto senza più avversari da saltare. L'articolo Ti ricordi… Rinaldo Martino, il fuoriclasse argentino che vinse con la Juve e scappò da Torino per i cavalli proviene da Il Fatto Quotidiano.
The Local Italy
Today in Italy: A roundup of the latest news on Friday
Hoax bomb threats in Italy signed in name of Russian extremists, American gets life sentence over Villa Pamphili murders, and more news on Friday.
The Local Italy
Several Italy flights hit by hoax bomb threats
False bomb alerts were reported on a Finnair flight from Helsinki to Rome and a Wizz Air flight from Milan to Warsaw on Thursday, with the Wizz Air jet re-routed to Vienna, the airlines said.
BBC News
A wildfire killed their loved ones in Spain. These British families demand to know why
Nine British nationals were among the 15 people who died when fire ripped through the village of Bédar this summer.
BBC News
Melania Trump calls for lasting Ukraine truce as she hosts Russian and Ukrainian officials
The US first lady was credited by all for playing a key though unspecified role in the ceasefire.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Indonesia names fourth wiretapping suspect as political intrigue deepens
Scandal is driving divisions between President Prabowo Subianto and predecessor Joko Widodo.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Global tech stocks plunge over fears of AI curbs in US
Asian markets plunged Friday, tracking a sell-off in Western stocks following the US midterm elections.