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Media Iran, stabilita linea di comunicazione diretta tra Usa e Iran a Hormuz
Per prevenire incidenti e ridurre le tensioni nello Stretto
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Nastasi, cresce la spesa per lo spettacolo, ha raggiunto 4.3 miliardi nel 2025
'I concerti dal vivo superano per la prima volta il miliardo di spesa'
Repubblica.it
Un’America a Roma, la rissa in campo largo tra Carocci, Raimo e Gualtieri
Un appello firmato da Ken Loach e altri esponenti del mondo del cinema per una lista di sinistra antagonista da schierare a Roma contro il sindaco, e non c'entra il caldo
Repubblica.it
Perché il terremoto in Venezuela mette alla prova la “dottrina Donroe” di Trump in America Latina
Gli Stati Uniti hanno sospeso parte delle sanzioni contro il Paese posto sotto la loro tutela, hanno offerto 150 milioni di dollari di aiuti e mobilitato navi e aerei militari, tra le altre misure adottate dopo il disastro
Repubblica.it > Cronaca
Addio ad Angelo Benessia, l'avvocato dei grandi dossier che guidò la Compagnia di San Paolo
Morto a 84 anni, fu tra i protagonisti più autorevoli e riservati della finanza torinese e italiana. Consigliere di Fiat e Telecom, vicepresidente Rcs, era noto per il rigore professionale e lo stile sobrio che lo portarono alla presidenza della Compagnia di San Paolo tra il...
Repubblica.it > Cronaca
Trenitalia, attacco hacker: l’accesso a dati personali dei clienti avvenuto a novembre
L’azienda ha comunicato che non sarebbero invece stati compromessi i dati di pagamento, le credenziali di accesso agli account o le password dei clienti
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
Corriere.it - Homepage
IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Turismo e disabilità, da World4All la mappa delle destinazioni accessibili
Trasformare l’accessibilità nel settore turistico in un’informazione misurabile, verificabile e utile al momento di mettersi in viaggio per una vacanza: è la missione di World4All, la startup fondata...
Il Sole 24 ORE - Italia
Radio 24: Diamanti, Maggioni, Perina e Ross ospiti ad Amici e nemici
Sabato 27 giugno, dalle 8.30 alle 10, torna su Radio 24 Amici e nemici, con Marianna Aprile e Daniele Bellasio. Ospiti della puntata saranno (in ordine alfabetico): Giovanni Diamanti, Socio...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Temperature record nel 45% delle città europee. A Parigi stop vendita alcol, rinviato il Pride
Il 45% delle città in 30 paesi europei ha già superato - o si prevede supererà - i livelli massimi storici di stress termico. Il caldo estremo di giugno, che...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Glifosato, la Corte Suprema blocca le cause a Bayer
Sette voti a favore su nove a favore dello scudo alla Big Pharma tedesca per le mancate avvertenze sull’erbicida Roundup
Il Giornale
Origine siciliana, 55 anni, un figlio a Firenze: chi è Giuseppe Colaianni, prima vittima italiana del sisma in Venezuela
L’uomo ha fatto in tempo a mettere in salvo la moglie prima che le macerie della casa lo travolgessero: era in videochiamata con la figlia per il suo compleanno
Il Giornale
Droga, Bonomelli (Lautari), al via raccolta firme per legge popolare: "Basta modica quantità, più pene per gli spacciatori e più sostegno a famiglie e comunità"
In occasione della Giornata internazionale contro le dipendenze del 26 giugno, la Comunità Lautari lancia una mobilitazione nazionale con mille banchetti in tutta Italia.
Il Fatto Quotidiano
L’arte oratoria del relatore della legge elettorale, Angelo Rossi (Fdi): 26 “diciamo” in otto minuti e mezzo di intervento
Un intercalare che magari nasconde qualche difficoltà oratoria e argomentativa. All’avvio della discussione generale sulla nuova legge elettorale voluta dal centrodestra, il deputato di Fratelli d’Italia Angelo Rossi interviene per otto minuti e 35 secondi. Nel suo discorso prova a elencare i pregi del nuovo impianto a prima firma Galeazzo Bignami, il cosiddetto Melonellum bis, infilando ben 26 “diciamo”. L'articolo L’arte oratoria del relatore della legge elettorale, Angelo Rossi (Fdi): 26 “diciamo” in otto minuti e mezzo di intervento proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
“Non credo nelle storie, credo nelle immagini”. Da Summer in the City a Perfect Days, al Cinema Ritrovato la lezione di Wim Wemders
“Ho avuto paura che gli spettatori uscissero dalla sala”. Tutti si aspettano che si torni a parlare di Falso movimento, e delle ire funeste di Nastassja Kinski, ma ne esce una lezione di cinema da mandare a memoria e stampare sui manuali del Dams. Wim Wenders al Cinema Ritrovato, parte seconda. Quasi da turista nel 2025, poi, dopo un anno, ad accompagnare il fresco restauro della sua opera prima, Summer in the City (1969), realizzato proprio nei laboratori bolognesi. L’80enne autore tedesco si diletta nell’autoironia. Perché quel film in 16 mm, bianco e nero, suono in presa diretta, sarebbe “pieno di errori” e “tutti elencabili in un istante”. “Difficile che sia il film di un giovane regista tedesco che pensa di reinventare il cinema”, si schernisce. Sarà che Perfect Days lo ha riportato al livello creativo epocale di Paris, Texas, ma Wenders appare senza ombra di dubbio in una forma intellettuale luccicante. Alle spalle, sul grande schermo del Cinema Modernissimo, c’è pure un suo disegnino, modello ghirigori, pennarello bianco su sfondo nero, per i 40 anni compiuti dal Cinema Ritrovato. “Ma lo sapete che in sala ho sempre provato un desiderio incontenibile d’addormentarmi come un bambino?”, dice con fare serissimo. “Mi succede solo con i film che mi piacciono. Alcuni li avrò visti sei, sette volte, e ogni volta scopro nuove scene perché precedentemente avevo dormito come un bambino. Quando capita mi sento sereno e al sicuro, come se avessi degli angeli attorno a me”. E, detto dall’autore di Il cielo sopra Berlino, fa quasi sorridere: “Non riesco invece mai ad addormentarmi davanti a un film brutto. Devo sempre rimanere sveglio. Con l’ossessione che non posso credere che ci sia qualcosa, ad esempio, montato così male”. Scorrono così i fotogrammi biografici di Wenders: il bambino che con la nonna sbaglia sala, e film, trovandosi davanti a un horror e non a un film con Stan Laurel; il ragazzo che doveva diventare medico ma che prima prova a fare il pittore e poi si rimette a scrivere la grammatica di un cinema nazionale letteralmente a pezzi. “Dopo medicina sono passato a filosofia, poi ho tradotto Sartre. Infine ho detto ai miei genitori che non avevo voglia di studiare. Per fortuna mi hanno assecondato”, ricorda il regista di Lo stato delle cose. “Non mi dispiace per niente non essere diventato pittore. Loro passano giorni ma anche anni a osservare un oggetto, la luce, lo spazio. Dopo sono subito passato alla macchina fotografica e alla cinepresa, dispositivi che invece accelerano il tempo. L’importanza dell’essere stato pittore rimane comunque legata al discorso del vedere”. Ed è qui che Wenders si getta in una disquisizione vecchio stile sull’essenza del (suo) cinema: “Mi sono reso conto che molti registi, per fare un film, partono da una storia. In Summer in the City, però, non c’è una storia, ma una persona che esce di prigione e che cerca di riconnettersi con la realtà. Ebbene, questa non è una storia ma la realtà che va avanti. Non ero e non sono uno storyteller, forse perché, come tedesco, non ho mai avuto fiducia nelle storie e nella Storia. Io ho fiducia nelle immagini e nel vedere. Ed era importante nel ’69, come ancora oggi, portare qualcuno a vedere le stesse immagini che vedevo io, con gli stessi occhi con cui vedevo io, invece di portarvi ad avere fiducia nella storia che volevo raccontare”. Basterebbero queste sei righe per chiudere il resoconto di un caldo pomeriggio al Ritrovato e di un rinnovato interrogativo baziniano: che cos’è il cinema. Ma Wenders ha voglia di svelare segreti: “Ricordo che sul set di Summer in the City facevo fatica a dire stop (“cut”). Avevo la realtà che mi passava davanti e chi ero io per interromperla e per dire di fermarsi nel riprenderla? Poteva sempre e ancora succedere qualcosa”. Inevitabile allora la chiosa con il raffronto, letteralmente magico, con poetica e stile di un successo tornato a essere planetario, quello di Perfect Days. “Quando stai riprendendo la vita è difficile fermarsi. Quando invece fai della fiction è più facile perché hai un piano e un programma preordinato da seguire, così quando l’hai ottenuto ti fermi. In Perfect Days l’idea era di raccontare un posto che amo come Tokyo e in più avevo trovato un attore, Koji Yakusho, che aveva fatto esperienza di lavoro nei bagni pubblici. Abbiamo così creato un angolo di set insieme, l’interno della casa del protagonista Hirayama che doveva ricalcare quella di Koji, ma lui ha tolto quasi tutto e sono rimasti solo il futon, la collezione di musicassette e di alberelli”. Wenders allora continua nel solco di una sorpresa che sembra davvero arrivata dal pianeta del caso: “Abbiamo provato a girare il film come fosse una fiction, ma andando avanti ho capito che era inutile provare, girare certe scene sembrava finto. Così ho chiesto di non provare. Seguendo la vita di un uomo semplice, felice con poco, molto amante della musica, Perfect Days mi ha fatto tornare al confine labile tra documentario e fiction. Abbiamo girato in 16 giorni. Mai un secondo ciak. È stato tutto perfetto”. In questi giorni, infine, è partita la rassegna ideata da CG Entertainment, Lumière & Co. e Cinemaundici: In viaggio con Wim Wenders – Cinque capolavori da riscoprire. Si tratta di Alice nelle città, L’amico americano, Lisbon Story, The Million Dollar Hotel, Non bussare alla mia porta. L’elenco delle sale che proiettano questi film è qui: L'articolo “Non credo nelle storie, credo nelle immagini”. Da Summer in the City a Perfect Days, al Cinema Ritrovato la lezione di Wim Wemders proviene da Il Fatto Quotidiano.
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A nine-year-old and five women were killed when Taleb Al-Abdulmohsen drove into the market in 2024.
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Temperatures in Germany could hit 40C in some areas while French officials bring in alcohol restrictions to ease pressure on hospitals.
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Casablanca court delivers landmark verdict in 'Escobar of the Sahara' case: up to 12 years for top figures.
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