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Il prezzo del gas chiude poco mosso a 46,5 euro al megawattora
Ad Amsterdam i contratti Ttf segnano un -0,3%
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Lo spread tra Btp e Bund chiude in calo a 74,5 punti base
Il rendimento del decennale italiano scende al 3,84%
Repubblica.it
Repubblica Insieme Genova, la diretta: il ricordo del G8, 25 anni dopo, con Carlo Bonini ed Enrico Zucca
Al Palazzo della Borsa la prima delle nove tappe per i 50 anni di Repubblica, si parte con i 25 anni dal G8
Repubblica.it
Guerra in Iran, le news. Trump arrivato a Pechino. Droni su base Unifil con italiani: nessun ferito
La minaccia del regime: “Renderemo lo Stretto un cimitero in caso di offensiva”. Trump attacca i media: “Chi dice che Teheran sta vincendo è un traditore”
Repubblica.it > Cronaca
Migranti, quasi 400 persone soccorse in 48 ore. Cri: “In 10 anni, fino a 200mila morti in mare”
Tre operazioni di soccorso per SeaWatch5, due per Ocean Viking. Per un ragazzo del Bangladesh, torturato in Libia, i team sono arrivati troppo tardi. I primi mesi del 2026 sono stati i più letali dal 2017
Repubblica.it > Cronaca
Famiglia nel bosco, Pillon: “I due legali hanno lasciato Cate e Nathan per non ampliare la difesa”
L’ex senatore, ora nuovo avvocato per la coppia anglo-australiana: “La coppia non è ingestibile, ha un gran cuore ed è preoccupata per i figli”
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Consob, Federico Freni si chiama fuori dalla corsa per la presidenza
«Sono decisioni sue che rispetto, io sono contento così almeno rimane a lavorare con noi» dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti
Il Sole 24 ORE - Italia
Pensioni, allo studio proroga dell’isopensione dopo il 2026 e l’estensione dei canali di uscita
Il governo sta valutando l’ampliamento della durata dell’isopensione a 7 anni, al momento garantita fino al 2026, oltre l’anno in corso. Inoltre è allo studio un intervento per ampliare le...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Il Discorso di Re Carlo non cambia la situazione: Starmer è appeso a un filo
LONDRA - Tregua di breve durata in onore di Re Carlo III, ma dietro le quinte la lotta politica è continuata. Il Parlamento si è riunito oggi per il tradizionale...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Russia-Ucraina: ripresi i combattimenti, colloqui di pace al palo
La breve tregua per le celebrazioni della vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, un appuntamento a cui Vladimir Putin ha sempre tenuto moltissimo in termini propagandistici e che quest’anno
Il Giornale
Dai "Nerds" ai combattimenti con Van Damme: addio all'attore Donald Gibb
Icona degli anni ’80, è ricordato soprattutto per i suoi ruoli nei film “La rivincita dei nerds” e “Senza esclusione di colpi”
Il Giornale
Famiglia bosco, Pillon: "Nessuno è ingestibile, Catherine e Nathan persone per bene"
L’ex senatore leghista ha assunto la difesa dei genitori della cosiddetta "famiglia nel bosco"
Il Fatto Quotidiano
Gli “amorosi sensi” tra Meloni e Calenda: “Porta del governo aperta”. “Facciamola diventare un portone”
È stato uno scambio con toni morbidi e segnato da reciproci ringraziamenti, quello tra Carlo Calenda e Giorgia Meloni durante il premier time in corso al Senato. Il leader di Azione, che è stato il primo a intervenire, ha chiesto al governo di istituire una cabina di regia a Palazzo Chigi aperta alle proposte delle opposizioni, “ovviamente con le necessarie coperture, e da lì si cerchi di arrivare a un piano congiunto per la gestione delle emergenze per l’Italia. Altrimenti il Paese avrà estreme difficoltà”, ha detto. Meloni l’ha ringraziato per la sua proposta, dicendo che da parte sua c’è “una porta aperta”. Nella replica Calenda ha, a sua volta, ringraziato la presidente del Consiglio e aggiunto: “Grazie per la porta aperta, ci sforziamo per farlo diventare un portone“. L'articolo Gli “amorosi sensi” tra Meloni e Calenda: “Porta del governo aperta”. “Facciamola diventare un portone” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Ecco quel che mi confidò nei nostri incontri Diego Marmo, il pm che chiese la condanna di Enzo Tortora
Ci incontravamo. Ero di casa. Prima l’acqua e poi il caffè. C’era un breve preliminare: commentare la partita del Napoli. È primavera 2025, il profumo nell’aria è quello del quarto scudetto degli azzurri. A spizzichi e bocconi cominciava il racconto intervallato da rimandi, anticipazioni e salti temporali. All’inizio sono state parole pesate, accompagnate da un atteggiamento guardingo. Sembrava il resoconto di un verbale da trasmettere agli uffici della Procura della Repubblica. Termini tignosi, dettagli in punta di diritto, citazioni di articoli e relativi commi sparsi, soprattutto il tratteggio temporale e il contesto giurisprudenziale entro il quale si snodano i fatti. Ascolto, prendo appunti e registro. Pongo domande chiarificatrici quando è necessario. Pochi anni – tanto è durato il processo di primo grado – un puzzle complesso che forse solo oggi, a distanza di oltre 40 anni, è possibile ricomporre, mettere a fuoco, intravederne i contorni e leggerne la vera filigrana, senza revisionismo o peggio omissioni. Smontare la gabbia dei ponteggi del pregiudizio, lo stigma che nel tempo è divenuto infamia. Spiegare i fatti, raccontare la verità nel rispetto delle persone e della dolorosa vicenda umana. Il libro andava fatto, scriverlo per collocare gli avvenimenti specialmente le alchimie nascoste, far riflettere sugli accadimenti e sul contesto. Fondamentali i suoi ricordi, arguti spunti da approfondire, vagliare e metterli nel giusto ordine. Non doveva essere la stesura di un libro bianco, un contro dossier o peggio una riscrittura della storia di quella inchiesta e di quel processo. Nulla di tutto questo. Con ferma lucidità guardandomi con i suoi occhi azzurri ribadiva: “Agii in onestà e in perfetta buona fede. C’è in me rammarico e tormento. Il mio lavoro da servitore dello Stato si svolse dopo e sulla base degli elementi raccolti. Mi convinsi che Enzo Tortora fosse colpevole. La mia richiesta di condanna venne accolta dal tribunale”. Me lo confidò nei tanti nostri incontri Diego Marmo, scomparso domenica 3 maggio 2026, all’età di 88 anni. Ci confrontiamo per la stesura di quel libro che non sono riuscito a pubblicare forse per mancanza di coraggio. Quel venerdì 17 giugno 1983 scattò il primo maxi blitz anticamorra della storia d’Italia che impegnò circa ottomila tra carabinieri e agenti di polizia, un terremoto giudiziario senza precedenti. Grandi numeri: 400 arresti mentre altri 337 si trovavano già in carcere. Un blitz nato sulla base di un rapporto investigativo di 3800 pagine trasmesso ai sostituti Lucio Di Pietro e Felice Di Persia che firmarono 850 ordini di cattura contro la Nco del boss Raffaele Cutolo. Tra i fermati Enzo Tortora, il popolare giornalista e conduttore della trasmissione Portobello. Alla luce degli elementi raccolti, non si poteva fare diversamente. L’arresto era obbligatorio, non esistevano i domiciliari. Si applicava il vecchio codice penale antecedente il 1989. Qualche settimana prima in manette finirono i primi 263 affiliati alla Nco di Cutolo. C’erano i racconti dei primi collaboratori di giustizia o dissociati. Non esistevano linee guida di gestione, nessuna normativa di riferimento, neppure protocolli di protezione e di detenzione per chi decideva di passare dalla parte dello Stato. Pochi mesi e dell’istruttoria di partenza con 1040 indiziati di reato saranno rinviati a giudizio dai giudici Raffaele De Lucia, Giorgio Fontana e Angelo Spirito 630 imputati e tra loro c’è anche Tortora. L’allora capo della Procura di Napoli Francesco Cedrangolo decide di punto in bianco di spezzettare il processo, cosa che molti anni dopo non accadrà ad esempio con il maxiprocesso di Palermo. Ecco che entra in scena Diego Marmo, gli fu affidato il primo dei tre tronconi dove tra gli imputati c’era Enzo Tortora, all’esito di quel processo fu condannato in primo grado a dieci anni di reclusione dal tribunale di Napoli per associazione a delinquere di stampo camorristico e traffico di stupefacenti, sentenza poi cancellata in Appello e in Cassazione. Le accuse risultano false, pentiti e appartenenti alla criminalità organizzata – e chi per loro – costruirono un raffinato castello di fandonie. Nei decenni sul banco degli imputati è rimasto solo Marmo e negli anni e fino alla fine dei suoi giorni i dubbi lo tormentarono. Il clamoroso arresto di Tortora esplose come una bomba nel cuore della stessa inchiesta che potenzialmente minacciava di scardinare il patto tra politica, servizi segreti e camorra dopo i fatti del rapimento e liberazione dell’assessore Dc Ciro Cirillo. Il ‘caso Tortora’ ebbe l’effetto di far implodere l’inchiesta, minarla nel suo interno, delegittimare i magistrati di fronte a un caso clamoroso di ingiustizia e azzerare le inchieste sui livelli alti di compromissione dei vertici della politica nazionale. Sembra un canovaccio costruito a tavolino. Insomma, non fu casuale l’affidare quel primo troncone di un processo al sanguigno ed ex sbirro Marmo – era stato commissario di polizia prima di vincere il concorso in magistratura – avrebbe garantito una sicura richiesta di condanna per il presentatore alla luce del materiale probatorio raccolto dagli investigatori, principalmente in una caserma ribattezzata ‘l’albergo dei pentiti’ e confezionato dall’ufficio istruzione di Castelcapuano. Il depistaggio sulla strage di via D’Amelio, uno dei più gravi nella storia giudiziaria italiana, con falsi collaboratori di giustizia debitamente istruiti, pur qualcosa ci racconta. Questo è il convincimento che nel tempo aveva maturato Diego Marmo nella lettura a posteriori di quei fatti. Voleva riscattare il suo onore di servitore dello Stato. Aveva ragione lui. Sperava che almeno la serie televisiva firmata da Marco Bellocchio approfondisse la vicenda che lo stesso Marmo illustrò agli sceneggiatori. Invece è prevalso altro. Alla sola notizia della sua scomparsa, gli utenti del web si sono scatenati: “Devi bruciare all’inferno”, “Poteva pur andarsene prima, invece solo a 88 anni”, “Spero che te ne sei andato con un grande rimorso. Vergogna”, “Ora sarà sotto processo in un altro tipo di giustizia, quella divina”. L'articolo Ecco quel che mi confidò nei nostri incontri Diego Marmo, il pm che chiese la condanna di Enzo Tortora proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Deadly Russian drone attacks on Ukraine resume after ceasefire expires
Six people have been killed after Zelensky warned of "more waves" of Russian strikes through Wednesday.
BBC News
More than 1,000 passengers held on cruise after gastrointestinal illness outbreak
The ship, which set sail from Belfast on Friday, is at port in Bordeaux after 49 people fell ill from gastrointestinal illness.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Is the Pentagon’s UFO dump a political distraction?
After Department of Defense released files relating to UFOs, the internet combs through what is real and what isn’t.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
India’s salt workers brave brutal heat on Gujarat’s desert plains
Gujarat accounts for 75% of India’s output of salt, produced under punishing conditions by tens of thousands of workers.