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'Per il generale Caine l'escalation potrebbe essere controproducente'
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L’estate di Jovanotti: “Tra queste tragedie c’è bisogno di festa”
Ospiti d’eccezione e i classici in scaletta per la prima tappa del “Jova Summer Party”, il tour estivo dell’artista: “Polemiche sulle location? Aspetto il toto indignati”
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Francesco Guccini e le canzoni che svelano ai ragazzi il mistero di diventare adulti
Il ventenne non legge nei versi di Guccini l’album dei ricordi dei padri: modella i propri, impara a nominarli. Scrive il suo romanzo di formazione mentre lo vive
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Scontro su statale 106: un morto e 3 feriti in provincia di Catanzaro
Sono tre i veicoli coinvolti. Interrotta la viabilità in entrambe le direzini di marcia
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Drogati dai social media, 100mila ragazzi a rischio:“Educazione, non divieti”
Aumentano gli adolescenti con caratteristiche compatibili con una dipendenza: “Non siano i genitori a dare il cattivo esempio”
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Gasolio, ecco da dove arrivano i soldi per il nuovo taglio delle accise
Al via gli effetti del decreto legge 139 che conferma la riduzione di 17 centesimi di accise e Iva sul gasolio. Riduzioni di spesa per 95,6 milioni chieste ai ministeri e di accantonamenti per 136,7 milioni
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«Per la Zes servono 4 miliardi in manovra Anche le rinnovabili tra le filiere del piano»
Il Sud viaggia ancora con il vento in poppa grazie al Pnrr. Ma dal 2027, per la prima volta dopo cinque anni, la crescita potrebbe essere inferiore a quella del...
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Trump annuncia progetti minerari da 3 miliardi $ per contrastare la Cina
Il presidente Usa Donald Trump, durante un incontro con i principali dirigenti del settore, ha presentato investimenti statunitensi per 3 miliardi di dollari nell’estrazione di minerali critici, con l’obiettivo di...
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Trump, corte d’appello blocca il salone delle feste della Casa Bianca
Una corte federale di Washington ha deciso che Donald Trump deve sospendere la costruzione del mega salone delle feste alla Casa Bianca. Lo riporta il Washington Post. Il tribunale ha...
Il Fatto Quotidiano
Si fa presto a dire “Antonin le fou”: l’opera di Artaud è una delle più spietate profezie sull’Occidente
Più che l’oblio, o il calo d’attenzione, è l’interesse sbagliato a mettere a rischio la memoria e l’opera di Antonin Artaud, una delle figure simbolo del Novecento teatrale, nella sua assoluta radicalità di vita e arte. Mi riferisco a un interesse morboso, scandalistico per gli aspetti più oscuri e drammatici della sua biografia, a cominciare dai nove anni di internamenti manicomiali, fra 1937 e 1946, e per quegli scritti che più risentono dei suoi problemi mentali e permettono di avallare con facilità il cliché del folle, sia pure geniale, in cui a quanto pare è ancora oggi conveniente rinchiuderlo. Si tratta di un’operazione che può essere portata a compimento senza troppi sforzi, estraendo dai testi più controversi invettive misogine, dichiarazioni antisemite, elogi del Nazismo e di Hitler, critiche delle democrazie. A quel punto il gioco è fatto e “Antonin le fou” è servito ancora una volta. Come se non esistesse un’opera sterminata, con al suo interno alcuni autentici capolavori, a testimoniare che Artaud non fu soltanto la sua follia ma uno scrittore e poeta di enorme talento e rara visionarietà, che ha lasciato un segno indelebile non solo nel teatro ma in tutta l’arte e la filosofia contemporanee. In fondo, il vero scandalo di Artaud sta nell’aver smentito la nota sentenza foucaultiana sulla follia come “assenza d’opera”. Vera, forse, per Nietzsche, Dino Campana e altri, non lo è affatto nel suo caso. Vista la mole di testi (e di disegni) prodotta dal ’43 al ’48, nell’ultima struttura psichiatrica a Rodez e poi a Parigi, nella clinica “aperta” di Ivry, dal ’46. Testi liquidati spesso frettolosamente come deliri e che invece, tra “critica” e “clinica” per dirla con Deleuze, rappresentano una delle più spietate e lungimiranti testimonianze sulla crisi dell’Occidente e dei suoi cosiddetti valori. E’ recente la riedizione italiana di uno dei suoi scritti più oscuri e controversi, in effetti l’ultimo da lui composto prima di sprofondare nella crisi che lo avrebbe visto rinchiuso al ritorno dal misterioso viaggio in Irlanda, nel settembre del ’37. Sto parlando di Les nouvelles révélations de l’être, uscito il 28 luglio ’37 in una esile plaquette anonima, firmata “il rivelato”. Il breve testo inizia così: “Dirò dunque ciò che ho visto e ciò che è./ E per dirlo, siccome gli Astrologi non sanno più leggere, mi baserò sui Tarocchi”. Si tratta di un lavoro dal tono dichiaramente profetico-apocalittico, dominato dall’immagine ricorrente di una distruzione radicale mediante il fuoco. Un fuoco che solo due anni dopo avrebbe in effetti cominciato a devastare il mondo intero, con l’inizio della Seconda guerra mondiale. Tuttavia, il motivo del fuoco non appartiene soltanto a questo testo. Esso è in realtà uno dei leit-motiv di tutti gli scritti di Artaud negli anni cruciali ’35-’37, caratterizzati dal “fiasco” dello spettacolo I Cenci, la chiusura della sua opera più nota sul teatro (Le théâtre et son double), il lungo soggiorno in Messico nel ’36, culminato con la controversa spedizione presso gli Indiani della Sierra Tarahumara, e la crisi in cui precipita dopo il rientro a Parigi nell’autunno di quell’anno. Al fuoco fa riferimento del resto quella che resta una delle immagini in assoluto più note e citate del nostro. Mi riferisco alla chiusa della prefazione a Il Teatro e il suo doppio, dove egli evoca “des suppliciés que l’on brûle et qui font des signes sur leurs bûchers”. Suppliziati che fanno segni, o cenni, sui loro roghi: un’immagine che sarebbe diventata presto un emblema della condizione dell’artista nella società contemporanea (così, ad esempio, l’assunse il Living Theatre). Per molto tempo si è pensato che essa fosse emersa in Artaud dal ricordo della scena finale del film di Dreyer su Giovanna D’Arco, girata il 30 ottobre ’27, a cui egli aveva preso parte come attore. La scoperta che tutto il brano finale della prefazione fu aggiunto quando egli corresse le bozze del libro, nell’aprile ’37, ha aperto il campo ad altre ipotesi, e in particolare ha fatto pensare all’influenza dei fuochi ben più recenti alla cui luce gli stregoni Tarahumara celebrano i riti notturni del peyotl, ai quali Artaud era stato ammesso. Ma c’è di più. Tutti gli scritti messicani e anche quelli preparatorii, risalenti all’autunno ’35, sono percorsi dall’immagine del fuoco, con la sua azione ambivalente (benefica-malefica, rigenerante-distruttrice). In particolare è impossibile non accostare al testo in questione l’articolo La Danse du Peyotl, che uscì sulla Nouvelle Revue Française il 1 agosto ’37 ed è dunque coevo di Le nuove rivelazioni dell’essere, con cui condivide gli annunci apocalittici. Ecco la chiusa: “Ero pronto a tutte le bruciature, e aspettavo la primizia della bruciatura, in previsione di una combustione presto generalizzata”. Al di là del delirio, Le nuove rivelazioni dell’essere resta un testo di rara chiaroveggenza, che risuona in modo singolare con i nostri tempi, nei quali nuovi apprendisti stregoni (come Peter Thiel), dotati di immenso potere, ammantano di millenarismo apocalittico, parlando di Armageddon e Anticristo, l’eterna battaglia del capitalismo (oggi in versione tecnonazista) contro la democrazia e la libertà. L'articolo Si fa presto a dire “Antonin le fou”: l’opera di Artaud è una delle più spietate profezie sull’Occidente proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Il razzismo quotidiano figlio di una politica incapace: la mia disavventura nell’asl di Bari
di Rosamaria Fumarola Anche oggi, come spesso accade, per il disbrigo di talune pratiche, mi sono recata in una delle asl territoriali della mia città, Bari. Trovando una seduta libera, l’ho occupata in attesa del mio turno. La sala era gremita. Ho tirato fuori lo smartphone ed ho letto le notifiche e le mail. Alcuni però, accusando chi aveva raggiunto lo sportello di perdere tempo o il dipendente di essere lento o svogliato, hanno cominciato a perdere la pazienza. Dopo aver osservato la scena consumatasi alle mie spalle mi sono girata sulla sedia e sono tornata alla lettura delle mail. Al mio fianco era seduto un ragazzo di colore. La sala si svuotava con una lentezza insopportabile e quanti erano tenuti ad assicurare l’ordine, anziché placare gli animi si univano al dissenso. Proprio uno di questi dipendenti, parlando senza preoccuparsi nemmeno di mantenere basso il tono della voce, ha esordito in dialetto barese: “Ma non zo tutt sti stranire che venene do? Ce venene affà? Non fatigane manghe!” (Ma non è tutta colpa di questi stranieri che arrivano? Che vengono a fare? Non lavorano nemmeno!) Io ho continuato a dare le spalle al signore, che ha proseguito: “Tutt l’ razz stonn: l’gnore, l’rumene, l’giorgiane, chedd che fascene l’badand e frechen l’ terris a li vicchie. Chess vicin o’ gnore, ch’ le capidd biond ava esse na giorgian” (Ci sono tutte le razze: i neri, i rumeni, le georgiane che fanno le badanti e derubano i vecchi. Questa vicino al nero, con i capelli biondi dev’essere una georgiana) Subito dopo ho avvertito un colpo, come di piede ed in effetti non mi sbagliavo: l’addetto all’ordine aveva sferrato un calcio al cardine su cui poggiava la mia sedia. È stato a questo punto che mi sono girata, avendo io i capelli biondi ed essendo seduta di fianco al ragazzo di colore ed ho guardato dritto negli occhi la coppia, che fino a poco prima mi parlava alle spalle. Si trattava di una signora sulla quarantina, che mi guardava con un sorriso di scherno e dell’addetto all’ordine, un uomo sui trent’anni con occhiali dalle lenti sfumate, che impedivano di coglierne lo sguardo. Quando li ho fissati hanno smesso di parlare per un attimo, guardandomi a loro volta. Rivolgendomi alla signora ho detto di non essere georgiana, ma di essere italiana e lei, non più in dialetto mi ha risposto: “E che ne so io? Lui ha detto che le georgiane sono bionde com’ a voi!”. In tutto questo il ragazzo di colore aveva finto di non accorgersi del calcio inferto al sedile e guardava davanti a sé senza nessuna espressione sul volto, come un adolescente interrogato a scuola, che non ha fatto i compiti. Avevo in mano la mia carta d’identità ed è stato in quel momento che la paura mi ha fatto fare ciò che in condizioni normali né avrei voluto, né avrei dovuto fare e cioè mostrare il documento che comprovava il mio essere italiana, gesto che ha palesato tutta la debolezza, che la paura dell’addetto con gli occhiali sfumati aveva fatto emergere. Non proseguirò oltre nel racconto del pomeriggio. Ritengo tuttavia doverosa una riflessione, che riguarda il particolare momento storico che stiamo attraversando. In Occidente, il cittadino vessato considera responsabile della propria condizione altri, come lui schiacciati, che certa politica gli fa credere essere colpevoli di sottrarre risorse che altrimenti sarebbero a lui destinate. Nella vicenda che ho narrato emerge con tutta evidenza che i cittadini presenti ritenevano gli stranieri emigrati in città essere l’origine di tutti i loro mali. Da sempre questo espediente demagogico viene utilizzato da politici incapaci, per mascherare le proprie inadempienze. Tutto ciò mi fa ritornare con amarezza alla mente una frase che il regista Alan Parker nel film premio Oscar Mississippi burning fa dire ad uno dei protagonisti e che recita più o meno così: “Che americano è uno che, tornando a casa, non ha nemmeno un negro da picchiare?”. Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo Il razzismo quotidiano figlio di una politica incapace: la mia disavventura nell’asl di Bari proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Spain imposes border controls against Italy as row over Ceuta migrant influx intensifies
Italy introduced border controls following an influx of about 78,000 migrants from Morocco into the neighbouring Spanish exclave of Ceuta.
BBC News
Spanish police arrest 78 people in bust of 'one of largest' smuggling networks
The group moved synthetic drugs from Spain to Algeria, then used the return journey to smuggle migrants and weapons.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Norway Football Federation calls for FIFA president to resign
Norway’s football federation has called on Gianni Infantino to resign.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Armenia puts Church leader on trial for allegedly being a Russian spy
Armenia’s head of the Apostolic Church and senior clergy could face jail time over allegations of spying for Russia.