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Media: “Il padre di Meghan Markle arrestato per pedopornografia”
Secondo “Fox” e “Daily Mail” Thomas Markle Sr. sarebbe stato fermato dall’Fbi in Florida
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Corruzione, arresti domiciliari per Gaetano Armao e Pierluigi Matta
L'ordine di custodia cautelare per l’ex vice presidente della Regione siciliana è stato emesso dalla gip Giuseppa Zampino. Domiciliari anche per Luigi Zancla. Rigettate le altre richieste
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Baia Blu a Lerici: il Tar stoppa il cambio di destinazione da Rta turistica a seconde case
In 26 proprietari dell’esclusiva Rta avevano tentato la speculazione immobiliare rifacendosi al decreto Salva Casa di Salvini
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Allarmi voli, l’escalation inevitabile di una strategia della paura contro cui non abbiamo difese
Minime risorse da impiegare, danni ingenti. La nuova ondata di allarmi bomba non sorprende le intelligence che già da tempo monitorano il fenomeno in aumento in tutto il mondo
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
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Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
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Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
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Exit tax, come funziona la tassa anti-fuga in manovra e come potrebbe essere trasformata
Partire costerà, ma solo a chi ha un portafoglio sopra gli 800mila euro. La manovra introduce dal 2027 un’imposta sui guadagni finanziari maturati e non ancora incassati da chi trasferisce...
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Pensioni, Cida: per pensionati dirigenza fino a 200mila euro persi in 14 anni
La Confederazione chiede la soppressione dell’articolo 55 del disegno di Legge di Bilancio, invitando il Governo a valutare una diversa allocazione delle risorse già previste dalla manovra
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Irlanda, allarmi bomba contro i media: evacuazioni a Dublino
Una serie di allarmi bomba ha provocato questa mattina l’evacuazione delle sedi di diverse organizzazioni giornalistiche irlandesi, tra cui l’emittente pubblica RTE, le radio Newstalk e Today FM e il...
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Resa dei conti tra i repubblicani: Hegseth sotto accusa, pronto l’impeachment
Il capo del Pentagono attaccato per la guerra e la sconfitta alle elezioni. Trump lo difende: «Ha fatto un ottimo lavoro». Voci, poi smentite, su possibili dimissioni di Rubio
Il Fatto Quotidiano
“I carabinieri ci hanno puntato le pistole in faccia durante l’occupazione”: la denuncia degli studenti dell’Agrario di Firenze. Avs: “Piantedosi risponda”
“Contro la vostra repressione“, recita lo striscione. Nonostante la pioggia erano circa un centinaio, venerdì mattina, gli studenti riuniti in un presidio di protesta davanti all’Istituto Agrario di Firenze, nel Parco delle Cascine. Con loro, presenti al picchetto, esponenti di Usb e del Collettivo di fabbrica Ex Gkn. Si sono dati appuntamento per denunciare pubblicamente quanto successo la notte tra lunedì e martedì, quando i carabinieri hanno interrotto un tentativo di occupazione della scuola con modalità “violente” e “razziste”: “Sono entrati con le pistole e ce le hanno puntate in faccia, mentre eravamo seduti a terra con le mani alzate”, scrivono in un comunicato gli studenti. La denuncia arriva da un gruppo di ragazzi minorenni dell’Istituto. Accusano i militari di averli minacciati, insultati e perquisiti con modalità violente. A quanto si apprende, i carabinieri erano intervenuti dopo l’attivazione dell’allarme antifurto della scuola, su richiesta della vigilanza privata, che sospettava un furto. Ma sulla dinamica dell’operazione le versioni di giovani e forze dell’ordine divergono. I fatti risalgono alla notte tra il 2 e il 3 novembre, quando alcuni ragazzi decidono di occupare la scuola per unirsi alle mobilitazioni studentesche in corso nel Paese. Secondo il loro racconto, entrano nell’edificio attraverso una finestra rimasta aperta, evitando di provocare danni. Poi espongono uno striscione con la scritta “Agrario occupato“, per rendere evidente che si tratta di una protesta e non di un tentativo di furto. Chiudono infine i cancelli per impedire l’ingresso di persone esterne. Ma durante la notte scatta l’allarme antifurto e sul posto arrivano i carabinieri. A questo punto, secondo le testimonianze dei ragazzi, i militari avrebbero prima scavalcato la recinzione dell’istituto, poi iniziato a prendere a calci i portoni, provocando “un livello di tensione e paura altissimo“. Gli studenti sostengono di aver cercato più volte una mediazione, senza successo, “finché i carabinieri non hanno sfondato una porta“, minacciandoli e insultandoli ripetutamente: “Coglioni venite qui”; “Non scappate stronzi vi prendiamo a tutti”. A quel punto, raccontano ancora gli studenti, i militari sono entrati nell’edificio puntando le pistole contro di loro, nonostante fossero seduti a terra con le mani alzate. “Ci hanno perquisito a corpo contro il muro con metodi violenti, continuando ad insultarci ripetutamente. Accusandoci di essere come terroristi – si legge nel comunicato degli studenti -. Arrivati in questura le violenze verbali non finiscono, anzi, si aggiungono atteggiamenti razzisti verso un ragazzo di origine straniera chiamato ‘etiopico’ invece che con il suo nome”. Diversa la ricostruzione fornita dai carabinieri e riportata dal Corriere Fiorentino: tutto sarebbe iniziato quando la vigilanza dell’istituto, attraverso le telecamere di sicurezza, avrebbe individuato delle persone incappucciate mentre entravano nella scuola. Da qui la richiesta di intervento delle forze dell’ordine per un possibile furto. Quando i ragazzi si sono tolti i cappucci e i militari hanno capito che si trattava di studenti, la situazione sarebbe stata chiarita e sarebbero stati avvisati i genitori. Nel frattempo, dopo il presidio di venerdì, è stata fissata per lunedì 9 novembre un’assemblea d’istituto. E il dirigente scolastico, Andrea Marchetti, ha annunciato anche un incontro con i genitori degli studenti coinvolti. “L’obiettivo è capire cosa è successo e come sono andate le cose”, ha dichiarato. Dura presa di posizione da parte di Usb Firenze, presente al presidio in solidarietà per gli studenti. Il sindacato di base parla di “sgombero armato” e chiede le dimissioni dei vertici della Questura. Denuncia quello che considera un modello di “scuola caserma, dove il dissenso è un reato e l’obbedienza è il primo programma”. “Non accettiamo che si punti una pistola contro minorenni disarmati e che tutto finisca con una versione di comodo che ricostruisce i fatti”, scrive il sindacato, chiedendo che “chi ha autorizzato e condotto lo sgombero chiarisca e ne risponda”. Richieste a cui si accoda il Collettivo Fabbrica Gkn, che parla di “terrorismo di Stato“: “Preside, questura e istituzioni devono rendere conto dell’accaduto e presentare scuse formali e pubbliche” agli studenti, alle famiglie e alla cittadinanza, scrive il Collettivo sui social. Sulla vicenda sono intervenute anche Cgil Firenze e Flc Cgil Firenze, che in una nota congiunta definiscono “di una gravità inaudita” quanto raccontato dal collettivo studentesco. La descrizione dell’intervento, spiegano, restituisce comportamenti incompatibili con il rispetto della dignità delle persone, tanto più se minorenni. Chiedono quindi alle autorità di fare immediatamente chiarezza e alla dirigenza scolastica di ripristinare un dialogo costruttivo con i ragazzi. Intanto a Roma, la deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti, annuncia un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “È un clima di intolleranza verso i giovani inammissibile. Gli studenti che protestano non sono un problema di ordine pubblico, fanno quello che prima di loro hanno fatto tutte le generazioni esercitando un loro diritto. Il governo chiarisca cosa è successo in quella scuola e chi ne risponde, perché i fatti denunciati sarebbero di una gravità estrema, da Stato di polizia“, conclude Piccolotti. L'articolo “I carabinieri ci hanno puntato le pistole in faccia durante l’occupazione”: la denuncia degli studenti dell’Agrario di Firenze. Avs: “Piantedosi risponda” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Approvata la nuova legge su cinema e audiovisivo: un evento storico che comunque nasconde rischi
I maggiori quotidiani di giovedì 5 novembre non hanno dedicato grande attenzione a un evento che si può classificare – senza retorica – come “storico”, nella politica culturale italiana, sia per la decisione in sé (si scardina lo status quo), sia per le modalità con le quali questo risultato è stato raggiunto (sostanziale convergenza tra maggioranza e opposizioni). Il Ministro Alessandro Giuli (FdI) ha evocato lo “stil novo” (non è la prima volta che usa questa formula), e certamente la nuova legge è dirompente, ma al tempo stesso rischiosa, perché la creazione della Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo rientra comunque in una delega piuttosto ampia che il Parlamento ha concesso al Governo, per una riforma complessiva dell’intervento dello Stato a sostegno del settore cinematografico e audiovisivo. Di fatto, Agenzia a parte, il Governo ha 24 mesi per esercitare la delega per la riforma complessiva… ma quale Governo sarà, ancora non è dato sapere. La definizione ormai diffusa è “Legge Avati”, perché è stato il Maestro Pupi Avati ad essersi impegnato con passione e intensità e ostinazione nel promuovere l’iniziativa di una nuova struttura che sia sganciata dal Ministero della Cultura: la nuova Agenzia indipendente andrà a sostituire la storica Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, e godrà di una discreta autonomia dagli organi di indirizzo politico. Basti pensare che attualmente la Direzione è guidata da Giorgio Carlo Brugnoni, che paradossalmente è anche Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura (caso più unico che raro nella pubblica amministrazione italica, di impropria sovrapposizione tra gestione tecnica ed indirizzo politico). Non è una norma di impianto rivoluzionario, ma di spirito riformista: un passo in avanti verso una maggiore indipendenza dalla politica, ovvero dall’esecutivo. Basti pensare che il Direttore deve essere nominato previo parere positivo della maggioranza di due terzi dei membri delle Commissioni Cultura della Camera e del Senato: sarà arduo imporre un candidato espresso solo dal Governo. Certo, non è garantita una autonomia come quella del modello di riferimento, Centre National du Cinéma et de l’Image Animée (Cnc), ma è comunque un apprezzato passo in avanti. Sarà necessario scegliere manager tecnici di livello ed indipendenti, sarà necessario dotare la nascente Agenzia di professionalità adeguate, per affrontare le sfide più dure, a partire dall’invadenza continua dell’Intelligenza Artificiale anche nelle professioni creative. Il merito dell’iniziativa va attribuito ad una pluralità di anime: a parte Avati (che ha stressato anzitutto la Segretaria del Pd, Elly Schlein, ma anche la Premier Giorgia Meloni), anzitutto al Presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone (FdI) e al deputato Gaetano Amato del Movimento 5 Stelle (lui ha martellato sull’esigenza dei due terzi), così come di Matteo Orfini per il Pd. Un risultato eccellente, insomma, con una sintonia interpartitica rarissima, soprattutto in un clima preelettorale sempre più acceso ed acido. Va segnalato che alcuni osservatori hanno notato che quest’onda non è stata cavalcata dall’attuale Sottosegretaria leghista alla Cultura, Lucia Borgonzoni, che anzi avrebbe quasi remato contro, perché in fondo ben soddisfatta dello status quo, ovvero di un sistema nel quale lei emerge da anni come vera e propria “domina”. C’è chi insinua che alcuni emendamenti (non accolti) vedano Borgonzoni come regista occulta ed addirittura che la richiesta di spostare al 1° gennaio 2029 l’operatività della nuova Agenzia (la legge prevede il 1° gennaio 2028) sia dovuto alla chance di costruirsi un paracadute nel caso di non rielezione in Parlamento, dato il trend calante di consenso della Lega Salvini. In base ad una interpretazione della Legge Severino, un ex parlamentare non dovrebbe poter assumere incarichi in enti pubblici prima di due anni dalla scadenza del mandato. Malignità a parte, anche Borgonzoni, a legge approvata, ha manifestato il suo plauso, seppur obtorto collo. Intanto, nei prossimi giorni il Ministro Alessandro Giuli apporrà il proprio sigillo definitivo alla tanto attesa nomina delle nuove Commissioni consultive per il cinema e l’audiovisivo: grande è l’attesa per comprendere se si tratterà di personalità all’altezza o del solito “inciucio” partitocratico. Va dato merito a Giuli di aver comunque promosso un bando di invito a presentare candidature, come usava fare il suo predecessore Dario Franceschini e come non aveva invece fatto l’ex Ministro Gennaro Sangiuliano, il quale ormai – dopo lo “scandalo tax credit” – considera l’italico settore cinema come un luogo di malaffare assoluto e propugna “meno ciak e più tac”. Intanto si attendono, su fronti altri, il nuovo Codice dello Spettacolo dal Vivo (teatro, musica, danza, circhi…) che sta per essere licenziato dal Consiglio dei Ministri, e martedì prossimo 10 novembre verrà pubblicato il nuovo bando dedicato al cineturismo promosso dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che godrà di un budget significativo di 9 milioni di euro… Entrambi questi atti hanno sofferto di una gestazione per lo più “a porte chiuse”: il primo essendo frutto di una delega parlamentare al Governo ed il secondo senza nemmeno coinvolgere il massimo esperto italiano della materia, Michelangelo Messina, ideatore del termine stesso (“cineturismo”) e titolare del relativo marchio. Ahinoi, siamo comunque abituati, nella politica culturale italiana, ad un governo che non brilla per vocazione alla conoscenza tecnica ed alla pubblica condivisione dei propri processi decisionali con le comunità di riferimento: anche per questo la nuova Legge Cinema e Audiovisivo – pur con i tutti i difetti del caso – brilla nel suo essere (apprezzabile) “eccezione” ad una (brutta) “regola”. Ce ne fossero di simili, di gestazioni normative. L'articolo Approvata la nuova legge su cinema e audiovisivo: un evento storico che comunque nasconde rischi proviene da Il Fatto Quotidiano.
The Local Italy
Italy's Meloni says civilian infrastructures 'under attack'
Italian Prime Minister Giorgia Meloni said Friday that civilian infrastructures were "under attack" following a wave of hacking incidents and bomb alerts.
The Local Italy
Nine Christmas markets in Italy to look forward to this winter
From historic fairs in Tuscany to wooden chalets in the Alps, here are a few of the best Christmas markets to visit in Italy this holiday season.
BBC News
Russian extremist group denies sending hoax bomb threats
Scores of flights across Europe have received bomb threats this week, but no explosives have been found so far.
BBC News
Some media firms evacuated after hoax bomb threats
Gardaí say they are "aware of a threat made against media organisations here and in Europe".
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Taiwan to close representative office in Papua New Guinea, blames China
Amid the fallout, Taiwan says it will stop purchases of liquefied natural gas from Port Moresby.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Jerusalem Daily: Arab parties back Eisenkot against Netanyahu
Arab-majority parties in Israel, the Joint List and Ra’am, have backed Netanyahu’s rival Gadi Eisenkot to form a governm