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Iran, salma di Ali Khamenei giunta alla Grande Moschea per i funerali
E' quanto riporta l'agenzia Irna su Telegram
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Sale il bilancio delle vittime in Venezuela, 2.595 morti
Lo ha detto la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez
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Gideon Levy: “Noi israeliani, vittime del 7 ottobre, nella guerra a Gaza abbiamo perso ogni limite”
La storica firma di Haaretz: “I nostri crimini sono carburante per gli antisemiti, ma a preoccuparci deve essere l’odio delle persone coscienziose del mondo”
Repubblica.it
Miami riaccoglie Messi per la sfida a Capo Verde tra murales e un tour virtuale
Il fuoriclasse cerca nuove magie nella città dove vive nella squadra e in nazionale ogni decisione passa da lui. Il ct africano: “Ci proviamo”
Repubblica.it > Cronaca
Tra i credenti ribelli: “Non chiamateci eretici, la vera fede è la nostra”
La decisione del Vaticano era attesa ma data per scontata. Così a Econe la festa della Fraternità è continuata anche ieri
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Lefebvriani, cardinal Bustillo: “Più che radicali sono stati ideologici, giusto che restino fuori”
L’arcivescovo di Ajaccio: “Nella Chiesa ci sono sensibilità diverse ma non è possibile che ciascuno vada dalla sua parte”
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Telemarketing aggressivo per l’energia, le associazioni dei consumatori chiedono l’intervento Arera e Agcm
Le restrizioni non fermano il telemarketing aggressivo nel settore dell’energia. Perché, nonostante tutto, si continuano a ricevere, a casa o sui cellulari, telefonate il cui scopo è vendere contratti energetici....
Il Sole 24 ORE - Italia
Meloni: «Detassazione rinnovi contrattuali sarà confermata nella prossima manovra»
«Ne ho già parlato con il ministro Calderone e con chi detiene i cordoni della borsa, cioè il ministro Giorgetti: il Governo raccoglie l’istanza della Uil, e delle parti sociali,...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Lagarde non esclude dimissioni anticipate dalla guida della Bce
Lo aveva anticipato il Financial Times e, nonostante la smentita della diretta interessata, i rumors a Bruxelles e Francoforte non hanno mai smesso di circolare: Christine Lagarde potrebbe lasciare la...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Regno Unito, ex ambasciatore Mandelson era un “contatto privilegiato” delle spie russe
Peter Mandelson, l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti già coinvolto nello scandalo Epstein, sarebbe stato per anni un contatto privilegiato dei servizi segreti russi. A rivelarlo è il...
Il Giornale
Le gite vicine ad alta quota fra sport, natura e scienza
Dalle escursioni guidate alle tappe negli ospitali rifugi tra gare di nuoto in acque libere, concerti e buon cibo
Il Giornale
A Malpensa rubavano dai bagagli borse firmate: dipendenti in manette
Le vittime erano per lo più passeggeri diretti nel Sud-Est Asiatico, che si accorgevano del furto solo una volta atterrati
Il Fatto Quotidiano
L’integrazione delle forze armate Usa con quelle israeliane procede in assenza di dibattito pubblico
di Giacomo Gabellini Il National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2027 redatto dalla Camera dei Rappresentanti contiene una sezione specifica, la 219, intitolata United States-Israel Defense Technology Cooperation Initiative, che “richiede al Segretario della Difesa (della Guerra) di designare un agente esecutivo responsabile del coordinamento degli sforzi di cooperazione tra gli Stati Uniti e Israele, compresa la ricerca, lo sviluppo, la sperimentazione, la valutazione, l’integrazione e la cooperazione industriale bilaterale in materia di tecnologie della difesa”. L’autorità che la Sezione 219 propone di conferire all’agente esecutivo delinea un livello di cooperazione notevolmente superiore a quello stabilito dai comuni accordi di cooperazione tecnologica con partner stranieri. Le deliberazioni emanate dall’agente esecutivo hanno la precedenza rispetto a quelle provenienti dagli altri uffici del Dipartimento della Difesa, ai sensi della direttiva 5101.01 che dota l’agente esecutivo della facoltà di annullare provvedimenti varati da altre agenzie facenti capo al Pentagono che svolgono funzioni e hanno responsabilità correlate. A partire dalla Defense Technology Security Administration, preposta alla gestione dei rischi derivanti dal trasferimento di tecnologie di difesa e informazioni critiche all’estero. I promotori del National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2027 sostengono che la disposizione avvantaggerà le forze armate statunitensi, perché assicurerà loro pieno accesso alle tecnologie militari israeliane. Il punto è che gli Stati Uniti sono già nelle condizioni di procurarsele in base a normative come la 22 U.S.C. §2767 dell’Arms Export Control Act, che autorizza il presidente a estendere gli accordi di cooperazione in materia di ricerca, sviluppo e collaudo a Paesi stranieri amici non inquadrati nella Nato. Segno che la Sezione 219 persegue un disegno di maggiore portata, che verte sostanzialmente sulla piena e strutturale integrazione di Israele nelle catene di approvvigionamento della difesa statunitensi, affidata a una figura burocratica – l’agente esecutivo – assolutamente non contemplata da alcun altro accordo di cooperazione bilaterale vigente e titolare della prerogativa di guidare il processo indipendentemente da eventuali resistenze istituzionali da parte degli uffici competenti del Pentagono. Si tratta, in altri termini, di approfondire e allargare il perimetro della relazione strategica tra Stati Uniti e Israele in assenza di alcun dibattito pubblico e contestuale processo deliberativo che hanno caratterizzato l’integrazione dei Paesi dell’“anglosfera” nella National Technology Industrial Base. Questo cambiamento “priverebbe Israele dei meccanismi di controllo politico e diplomatico che rendono la relazione trasparente e responsabile nei confronti del Paese, spostandone il fulcro dall’approvazione di un bilancio annuale per le sovvenzioni, visibile a tutti, all’opaco sistema degli appalti per la difesa, dove la supervisione è limitata e la responsabilità politica minima. Il risultato sarebbe una relazione di difesa più profonda ma anche meno trasparente”. Nell’ottica dei promotori dell’iniziativa, consolidare il sodalizio israelo-statunitense attraverso l’allestimento di una corsia preferenziale di natura squisitamente “procedurale-esecutiva”, in grado di occultare l’assistenza Usa trasformandola in cooperazione, risultava assolutamente necessario alla luce degli orientamenti di senso contrario che stanno prendendo piede in seno all’opinione pubblica statunitense. Compresa quella di fede repubblicana, sempre meno incline al pari di quella democratica a “digerire” l’erogazione sistematica a beneficio di Israele di assistenza militare ed economica per un ammontare di quasi 4 miliardi di dollari all’anno, come previsto da un memorandum d’intesa di durata decennale siglato nell’anno fiscale 2019. Lo certificano i risultati di un sondaggio condotto dal New York Times verso la metà di maggio, da cui è emerso che soltanto il 30% degli interpellati riteneva che il presidente Trump avesse preso la decisione giusta ordinando l’Operazione Epic Fury contro l’Iran, a fronte del 64% collocato su posizioni fortemente critiche. Una rilevazione parallela realizzata dall’Institute for Global Affairs dell’Eurasia Group ha acclarato che “soltanto il 16% degli statunitensi ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero continuare a fornire armi a Israele senza nuove restrizioni. Il 38% vorrebbe interrompere completamente le forniture e un altro 24% vorrebbe che le consegne fossero condizionate al loro utilizzo”. Sulla base di queste tendenze popolari, il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie e il suo collega democratico della California Ro Khanna avevano presentato un emendamento implicante l’abrogazione della Sezione 219, che è stato tuttavia dichiarato inammissibile al dibattito dall’House Rules Committee per un vizio procedurale. “Il Congresso ha bloccato l’emendamento che io e il deputato Thomas Massie abbiamo presentato per impedire l’integrazione delle nostre forze armate con quelle israeliane. È inconcepibile non aver nemmeno votato. Continueremo la nostra battaglia e non ci lasceremo intimidire dalla lobby filo-israeliana”, ha scritto il deputato Khanna sul suo profilo X. L'articolo L’integrazione delle forze armate Usa con quelle israeliane procede in assenza di dibattito pubblico proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Wimbledon, quando gioca oggi Sinner contro Brooksby: il test contro l’americano | Orario e dove vederlo in tv e streaming
Due partite, due vittorie, ma tante difficoltà. Jannik Sinner prosegue il proprio percorso a Wimbledon e oggi affronta Jenson Brooksby al terzo turno, in un match che può dire tanto. Sinner ha battuto prima Kecmanovic e poi Borges rispettivamente in cinque e tre set, ma entrambi sono stati dei match molto difficili per motivi differenti. L’azzurro ha ammesso di aver sofferto l’assenza di partite sull’erba prima dello Slam londinese, ma si è detto soddisfatto del ritmo che sta pian piano trovando, anche in vista delle prossime partite. Nella conferenza stampa post vittoria contro Borges ha poi ammesso di aver scoperto il problema che al Roland Garros gli ha causato un malore (e la conseguente eliminazione) contro Juan Manuel Cerundolo, spiegando che non esclude possa tornare in futuro, ma senza dire nello specifico di cosa si tratti. Adesso di fronte c’è Brooksby, un tennista di grande tecnica, che colpisce la palla con un ottimo timing, che però tra infortuni e discontinuità non ha ancora tracciato la propria strada nel circuito Atp e oggi si trova al numero 81 del ranking. Un match da prendere con le pinze, a prescindere, soprattutto dopo i primi due turni, con Sinner che però pian piano sta sempre più prendendo confidenza con l’erba e sta ritrovando il proprio tennis. È l’unico italiano in campo oggi e per la prima volta non gioca sul Centrale. Wimbledon 2026, il tabellone di Sinner e degli altri italiani Sinner-Brooksby, i precedenti Jannik Sinner e Jenson Brooksby si sono scontrati una sola volta nel corso delle loro carriere. Il primo e unico precedente tra i due risale al 2021, a Washington, in semifinale su cemento outdoor. In quel caso vinse Jannik Sinner in maniera abbastanza semplice, in due set con i parziali di 7-6, 6-1. Sarà quindi il primo incontro su erba tra i due e sarà una sfida completamente diversa, come ammesso da Sinner nel corso dell’ultima conferenza stampa. Wimbledon, a che ora gioca Sinner contro Brooksby Jannik Sinner, numero 1 del mondo, scende in campo oggi, 3 luglio, per il terzo turno del singolare maschile contro Jenson Brooksby, numero 81 del mondo. I due si sfidano nel secondo match del campo numero 1, dopo il match di femminile singolare tra Daria Kasatkina e Naomi Osaka, che comincia alle 14. Orientativamente, quindi, Sinner potrebbe scendere in campo intorno alle 16:30. Dove vedere in tv e streaming il match tra Sinner e Brooksby La sfida tra Jannik Sinner e Jenson Brooksby verrà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Uno e Sky Sport 251, in diretta streaming su Sky Go e NOW. Le partite di tennis maschile e femminile di Wimbledon 2026 sono infatti trasmesse in Italia in diretta tv via satellite sui canali di Sky Sport e in streaming sulle piattaforme Sky Go e NOW Tv. L'articolo Wimbledon, quando gioca oggi Sinner contro Brooksby: il test contro l’americano | Orario e dove vederlo in tv e streaming proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
'Most massive' Russian attack on Kyiv kills at least 30
The latest barrage deployed the largest number of weapons on the capital and hit locations over a wide area.
BBC News
Vatican excommunicates followers of global Catholic sect
Around 600,000 followers of the Society of Saint Pius X, a Catholic sect, are affected.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Khamenei’s coffin readied as Iran prepares for seven-day funeral
Former Supreme Leader Ali Khamenei's coffin has been readied as Iran prepares for seven-day funeral.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Mapping Iran’s Ali Khamenei funeral: Where mourners will gather each day
Funeral processions for Iran's late supreme leader will take place between July 3-9 across Iran and Iraq.