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I lefebvriani al Papa, sanzioni ingiuste, ma non siamo amareggiati
La lettera del superiore Pagliarani a Leone XIV dopo la scomunica
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Il Papa, 'io figlio di una grande nazione plasmata dagli immigrati'
Collegato dal Vaticano con gli Usa, riceve la Medaglia della Libertà
Repubblica.it
Saldi estivi dal 4 luglio, cosa fare in caso di cambi, resi o recesso. Il calendario degli sconti
Con l’eccezione del Trentino-Alto Adige, le promozioni sugli acquisti iniziano sabato. La durata è variabile, regione per regione
Repubblica.it
Da un fallimento alla conquista del Nasdaq, così Bending Spoons è diventata grande
La storia della startup milanese che oggi vale oltre 20 miliardi: la scelta dei fondatori di provarci in Italia, le prime app, l’inciampo di Immuni, le acquisizioni “illustri” come Evernote, WeTransfer e AOL
Repubblica.it > Cronaca
Leone XIV per i 250 anni degli Usa: “Il Paese ha aperto le porte ai migranti, oggi promuova la pace”
Discorso per l’accettazione della Liberty medal. Nel giorno dell’anniversario, domani, Prevost sarà a Lampedusa
Repubblica.it > Cronaca
Vannacci a Genova, la Fiom: “Benvenuto, ci saremo e ti aspettiamo, fascisti remigrate nelle fogne”
Per la prima uscita con i nuovi consiglieri locali del leader di Futuro Nazionale l’11 luglio, si mobilitano i metalmeccanici della Cgil, anima antifascista della città con i camalli
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Milano, Comune: arriveremo a cento asili climatizzati (40%)
A Milano la grande ondata di caldo si è fatta sentire anche negli asili e nei nidi, con temperature insostenibili nelle aule che hanno provocato le proteste dei genitori e...
Il Sole 24 ORE - Italia
Dai 100 euro ai diciottenni alla polizza casa: le proposte Ania per previdenza ed eventi climatici
Cento euro a chi compie diciotto anni, vincolati a un fondo pensione. È una delle proposte al centro della relazione con cui il presidente dell’Ania Giovanni Liverani ha aperto ieri...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Dublino accelera sulla riforma della vigilanza dei mercati Ue
DUBLINO – La presidenza irlandese dell’Unione intende rispettare la tabella di marcia che i Ventisette si sono dati di recente e quindi raggiungere un accordo sulla riforma della vigilanza dei...
Il Sole 24 ORE - Mondo
Il grande giorno di Taylor Swift: ecco il matrimonio da fiaba al Madison Square Garden
Il 2 luglio sera una cerimonia tra intimi (cento invitati) ha preceduto uno dei matrimoni più attesi dell’anno negli Stati Uniti e non solo. Oggi 3 luglio la grande festa...
Il Giornale
Il Papa sfida Trump: "Gli immigrati hanno plasmato il futuro della nazione"
Il pontefice ha ricevuto la Liberty Medal dal National Constitution Center di Filadelfia. Nel suo discorso il Papa si è soffermato sulle parole di Thomas Jefferson e sugli ideali dei padri fondatori degli Stati Uniti. Nessun riferimento esplicito a Trump
Il Giornale
Basket, Pedone (APU Udine): "Il futuro del nostro movimento passa dal rispetto dei territori e delle comunità"
Lo ha dichiarato Alessandro Pedone, presidente della società sportiva di basket APU Udine, in occasione della conferenza stampa odierna nel corso della quale sono state presentate la campagna abbonamenti e le caratteristiche del roster della prossima stagione
Il Fatto Quotidiano
Sony dice addio ai dischi fisici per i giochi Playstation: così si cancella il diritto di scelta
di Laura Ruzzante Signore e signori, giù il cappello di fronte al capolavoro del capitalismo contemporaneo. La notizia è di quelle che i telegiornali liquidano tra il meteo e una mostra di gattini, ma che nasconde una perversione sistemica: dal 2028, Sony staccherà la spina ai dischi fisici per i giochi PlayStation. Tutto digitale. Tutto etereo. Tutto, rigorosamente, non vostro. C’è del genio, bisogna ammetterlo. Una volta compravi un oggetto, lo mettevi sullo scaffale, lo prestavi all’amico, lo rivendevi. Eri, insomma, il proprietario. Oggi no. Il progresso – quella robina che ci spacciano sempre come l’alba di un mondo migliore – ha deciso che tu non devi possedere più nulla. Tu paghi (e tanto, ci arriveremo), ma in cambio ricevi solo una licenza revocabile a piacimento dal colosso di turno. Se domani Sony decide che quel gioco non deve più esistere, clicca su un tasto e sparisce. E la preservazione storica del videogioco, l’equivalente della cineteca per il cinema? Un pallido, sbiadito ricordo affogato nei server aziendali. Ma la perla, il capolavoro della retorica industriale, è la balla dei costi. Ci dicevano: “Abbandoniamo la plastica, la logistica, i camion, così abbatteremo i costi per il consumatore!”. Meraviglioso. Peccato che la realtà sia un tantino diversa. Oggi un gioco tripla A oscilla allegramente tra gli 80 e i 90 euro. Avete letto bene. Novanta euro per una sequenza di bit scaricata sul vostro hard disk. Senza che l’editore spenda un solo centesimo per stampare il disco, produrre la custodia o pagare il commesso del negozio. Il margine di profitto si gonfia, le tasche dei videogiocatori si svuotano, e il prezzo fisso imposto dal monopolio degli store digitali elimina qualsiasi sana concorrenza o svalutazione da mercatino dell’usato. Il mercato libero che diventa un feudo coreano. La transizione, del resto, è già in atto sotto forma di farsa. Prendiamo i casi emblematici come Starfield o il futuro e attesissimo GTA 6. Molte edizioni cosiddette “fisiche” sono in verità delle scatole vuote. Letteralmente. Compri la custodia di plastica, la apri con l’entusiasmo di un bambino a Natale, e dentro cosa trovi? Un pezzo di carta con sopra stampato un codice alfanumerico per scaricare il gioco. Siamo al surrealismo applicato al commercio. È come andare al ristorante, pagare un conto da stellato, farsi portare il piatto coperto e trovarci dentro la foto di una bistecca con le istruzioni per cucinarsela a casa. A questo punto, scusate, ma lasciateci l’onestà della decenza. Se dobbiamo eliminare il supporto fisico, evitateci almeno la presa in giro della custodia di plastica vuota che serve solo a inquinare il pianeta e a ingombrare i magazzini di Amazon. Dateci un pdf via mail, fate risparmiare l’ambiente e, se proprio avete un briciolo di dignità rimasta, abbassate quei prezzi speculativi. Il punto non è essere retrogradi o nostalgici del vinile e del floppy disk. Il digitale ha la sua indubbia comodità. Il punto – politico, economico e culturale – è la totale cancellazione del diritto di scelta. C’era un tempo in cui PlayStation umiliava Microsoft in diretta mondiale difendendo il diritto di scambiarsi i giochi fisici. Era il 2013, sembra un secolo fa. Oggi, quella stessa azienda dichiara che il futuro è una stanza chiusa a chiave di cui loro hanno l’unico mazzo di chiavi. I gamers protestano in rete, giustamente furiosi, ma la macchina è avviata. Benvenuti nel futuro: dove pagate il massimo per possedere il nulla. E se non vi sta bene, c’è sempre il caro vecchio libro. Finché non decideranno di spegnere anche quello. Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo Sony dice addio ai dischi fisici per i giochi Playstation: così si cancella il diritto di scelta proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Politiche del cinema e dell’audiovisivo: tra Tax Credit e Rai, si naviga a vista
Quel che caratterizza la politica culturale del governo è una sostanziale continuità con il passato: specificamente sia nell’ambito del cinema e dell’audiovisivo, sia nell’ambito del servizio pubblico radiotelevisivo, non si è registrato nessun radicale cambio strutturale, nessuna lungimirante riforma, ma semplicemente piccoli aggiustamenti di rotta ed una carenza di strategia innovativa. Il “sistema”, nel suo complesso, non è cambiato: le procedure burocratiche nel settore cinema e audiovisivo non sono migliorate, e continuano a prevalere lentezza ed opacità, sempre sotto la guida della Sottosegretaria delegata, la senatrice leghista Lucia Borgonzoni; i processi organizzativi della Rai non hanno registrato implementazioni significative, e basti pensare che qualche settimana fa il consiglio di amministrazione ha rinnovato per un altro mandato Paolo Del Brocco, che è alla guida di Rai Cinema (una macchina culturale che muove almeno 300 milioni di euro l’anno e compete con il Ministero della Cultura nel decidere la vita e la morte di tutte le italiche progettualità cinematografiche) da… vent’anni! In sostanza, sia la (mini) “riforma Borgonzoni” maturata a seguito dell’ormai sopito scandalo del “Tax Credit”, sia le vicende Rai continuano ad essere gestite “come sempre”. Prevalgono conservazione e conformismo: nessuna reale volontà di riforma, ma solo avvicendamenti da “spoils system”. Il deficit di respiro strategico è sempre più evidente, e cresce la stanchezza degli operatori del settore. Nelle ultime settimane, si registra pure una sorta di diffusa rassegnazione: finanche mestizia… Per quanto riguarda il settore cine-audiovisivo, sia dalla maggioranza sia dall’opposizione si continua ad alimentare un discreto ottimismo rispetto alla nuova legge in gestazione nella Commissione VII (Cultura) della Camera, presieduta da Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), e prima della pausa agostana potrebbe emergere un testo condiviso, che affiderà ad una “Agenzia” le attività attualmente gestite dalla Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura (e quindi anche il Fondo, che nel 2026 è di 626 milioni di euro). Permane però un grande (enorme) punto interrogativo su come verrà definita la “governance” di questa Agenzia, che è peraltro un’idea lanciata per primo dal Maestro Pupi Avati. Uno scossone s’è registrato in ambito tv pubblica giovedì 2 luglio, con le dimissioni in blocco dei membri della Commissione di Vigilanza: l’organismo bicamerale di vigilanza è stato politicamente azzerato, essendosi dimessi in primis la Presidente pentastellata Barbara Floridia ovvero tutti i 16 componenti delle opposizioni (Pd, M5s, Avs e Italia Viva) denunciando la paralisi dell’organismo, che si protrae da fine 2024. Poche ore dopo anche tutti i commissari della maggioranza hanno annunciato le dimissioni, attribuendo invece lo stallo al rifiuto delle opposizioni di approvare Simona Agnes – sponsor Gianni Letta – alla presidenza Rai (serve il voto favorevole dei due terzi della Vigilanza)… Una vicenda estenuante: scandalosa quanto surreale. Intanto il “rutilante” mondo dello spettacolo rinnova i suoi riti: la Rai presenta oggi i palinsesti 2026/2027 in quel di Ancona, confermando un qual certo orientamento “destrorso” nell’offerta (c’è chi definisce questo processo semplicemente “riequilibrio” pluralista); a Riccione si chiude “Ciné – Giornate di Cinema”, occasione di incontro e di mercato dell’industria cinematografica, ove le principali società di distribuzione presentano le novità e i titoli in uscita; sabato 11 luglio si conclude a Rimini l’“Italian Global Series Festival”, kermesse molto cara alla Sottosegretaria Borgonzoni, finanziata dal Ministero della Cultura con due milioni di euro ed affidata – non si sa bene con quale procedura – all’associazione dei produttori audiovisivi (privati) Apa attingendo a fondi (pubblici) di Cinecittà… Incontri e pubblici dibattiti dai quali non emerge – se non con qualche timido cenno – quel malessere profondo e strisciante che si registra “off the record” nei conversari con gli operatori del settore. La maggioranza degli operatori ha timore di ritorsioni, a fronte del rischio che proteste e lamentazioni possano stimolare rallentamenti delle procedure burocratiche, sempre più estenuanti. Il caso del borgonzoniano festival delle serie tv è sintomatico del governo nasometrico e “discrezionale” del settore: qualcuno ha forse verificato se vi fosse necessità reale di questa kermesse?! No. Chi ha deciso che il finanziamento del Mic dovesse essere di 2 milioni di euro anziché di 1 (uno) o di 10 (dieci)?! Nessuno, se non il Principe di turno. Ed è giusto sostenere questa iniziativa, quando ci sono in Italia centinaia di festival cinematografici, piccoli ma spesso preziosi, che non beneficiano di contributi pubblici? Si (mal) governa con un uso/abuso di discrezionalità, in assenza diffusa di “valutazioni” dell’intervento della mano pubblica: la patologia è grave a livello centrale – Ministero della Cultura – ma si riproduce a livello di Regioni e Comuni. A livello apicale il dato più incredibile – come ho già denunciato più volte anche su questo blog – resta che ad inizio luglio 2026 il Ministro della Cultura Alessandro Giuli (FdI) non ha ancora trasmesso ai Presidenti di Camera e Senato (questo prevede la legge vigente) la “valutazione di impatto” sull’intervento dello Stato nel settore cinematografico e audiovisivo per l’anno 2024. Doveva essere trasmessa entro il settembre 2025: sono trascorsi 9 mesi (nove!) da allora, e nessuno sa veramente come siano stati spesi i circa 700 milioni di euro del Fondo Cinema e Audiovisivo per il 2024. E ci si domanda anche come si possa lavorare – in Parlamento – ad una “nuova legge” di settore, senza disporre di adeguata strumentazione di conoscenza. Vedi supra, alle voci “conservazione” e “nasometria”. Altra dinamica oscura: chi guiderà il più prestigioso premio del cinema italiano, il David di Donatello dopo Piera Detassis, il cui secondo mandato quadriennale è scaduto nel marzo 2026? Anche in questo caso, nebbie della politica culturale. Prevarranno esperienza e professionalità, oppure una logica “discrezionale”, consociativa e conservativa? Forse una modifica di statuto per consentire a Detassis un terzo mandato (vedi supra alla voce Paolo Del Brocco?!)? Vero è che se la guida dell’Accademia del Cinema Italiano venisse affidata ad una effervescente professionista come Tiziana Rocca forse la cerimonia di premiazione trasmessa su Rai riuscirebbe ad essere finalmente meno ingessata, meno rituale, soprattutto meno noiosa. Ovvero inutile… Chissà cosa emergerà dalle nebbie della politica culturale italiana… Intanto: trasparenza zero. E temo prevarrà il solito “aumma”. L'articolo Politiche del cinema e dell’audiovisivo: tra Tax Credit e Rai, si naviga a vista proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
German row over plan for workers to need sick note on first day of illness
A doctors' group says it "borders on madness" that patients will have to obtain the note in person.
BBC News
Ukrainian suspect hunted by police after Monaco bomb attack was 'disguised as a man'
Officials believe the suspect may not have acted alone and spent days casing out scene of the attack.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Hottest June on record in France as heatwave deaths rise to alarming levels
The average temperatures on June 24 and 25 this year were the highest ever recorded in the country.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Yemen’s Houthis threaten Saudi Arabia after alleged airspace intrusion
This is a breaking news story.