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Casa Bianca, Cina e Usa condividono che l'Iran non abbia mai l'atomica
Il resoconto dell'incontro tra Trump e Xi a Pechino
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EMBARGO H 11 GIOV 14 MAG Le Bandiere Blu salgono a 257, Liguria al top
Fra i nuovi ingressi Rimini, Locri, Limone sul Garda, Monte Argentario
Repubblica.it
Kate a Reggio Emilia, il secondo giorno della principessa in città fra scuole e bambini. La diretta
Dopo il bagno di folla in piazza Prampolini e gli incontri di ieri, oggi si chiude la missione di Middleton nel mondo dell’infanzia emiliana
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Madonna, Shakira e i Bts alla finale dei Mondiali: halftime show come il Super Bowl
Annunciati i nomi che si esibiranno al MetLife Stadium nel New Jersey il 19 luglio nell’intervallo maxi: lo spettacolo sarà curato dal Chris Martin dei Coldplay
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Giornata delle Dimore Storiche, da palazzo Caetani al Castello di Brolio: aprono i gioielli d’Italia
L’iniziativa, domenica 24 maggio, quando il patrimonio privato si mostra al pubblico
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Al via la class action dei genitori italiano contro Meta e TikTok: “Danneggiano i nostri figli”
Oggi prima udienza a Milano per la causa promossa dal Moige e dallo studio torinese Ambrosio Commodo. Obiettivo: vietare davvero l’accesso agli under 14, limitare gli algoritmi e costringere i giganti dei social a pubblicare le avvertenze sui rischi per la salute
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Toti a Spinelli: «Ti vengo a trovare prima delle elezioni. Ti chiedo un po’ di robe» Ecco le immagini degli incontri sullo yacht
Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»Le parole del governatore ligure all'imprenditore: «Come al solito, di questi tempi» Spinelli a Signorini: «A 83 anni non mi possono fare niente»
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IL SINDACO DI GENOVA Lo sfogo di Bucci: «Gioco al massacro, non ci sto. Chiedo chiarezza, pronto a parlare con i pm»
Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»Il sindaco di Genova: «Le mie parole sui maiali intercettate? Per ogni area nel porto si scatena la rissa. I soldi del ponte Morandi per un favore a Spinelli? È una falsità, quei soldi non c’entrano nulla»
Corriere.it - Cronache
Ucciso a 24 anni a colpi di pistola mentre andava a lavorare: giallo in Calabria
Domenico Oppedisano, padre di una bambina di nemmeno un anno, raggiunto da diversi proiettili. Era incensurato. Indagano i carabinieri. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito del controllo del legname
Corriere.it - Cronache
Clima, la sfida dei 6 ragazzini contro l’Europa. Ecco perché la sentenza di domani può fare la storia (e ci sarà anche Greta)
La denuncia alla Corte dei diritti per l’uomo: «Non è stato fatto abbastanza per scongiurare la peggiore minaccia all’umanità». Se vincessero la sentenza avrebbe valore di trattato e obbligherebbe a prendere misure drastiche
Il Sole 24 ORE - Italia
Spiagge, le Bandiere Blu salgono a 257: entra Rimini, esce San Felice Circeo
Sono 257 i Comuni italiani che hanno ottenuto quest’anno la Bandiera Blu, 11 in più rispetto ai 246 dello scorso anno: 14 sono i nuovi ingressi, 3 i Comuni non...
Il Sole 24 ORE - Italia
Corte dei conti sul Pnrr: è in linea, ma restano criticità nelle infrastrutture
Per gli investimenti nella mobilità sostenibile rischio di opere non completate, a causa del ridimensionamento di alcuni interventi
Il Sole 24 ORE - Mondo
Eric Trump in viaggio con papà a Pechino (mentre fa affari con la Cina)
Scoop di Ft sul conflitto d’interessi del figlio del presidente americano in trattativa con il produttore di chip cinese Alt5 Sigma
Il Sole 24 ORE - Mondo
Cos’è la trappola di Tucidide evocata da Xi Jinping con Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato a Pechino il suo omologo cinese Xi Jinping, dando il via a un vertice di alto profilo che si prevede toccherà...
Il Giornale
Conto corrente, cos'è la "Giacenza media": tutto quello che c'è da sapere
Conoscere la giacenza media ci permette di seguire meglio l'andamento delle nostre finanze, ecco perché è importante tenerla sotto controllo
Il Giornale
Garlasco, il biglietto di Sempio sull’ex: “Aveva paura le facessi qualcosa”
La frase in un biglietto trovato a casa dell’indagato, lei spiega: “Non volevo ci vedessero”
Il Fatto Quotidiano
“Brignano il più presuntuoso, Raul Cremona e Ale e Franz i più rombiballe. I primi dieci anni di Zelig ho fatto la fame, anche oggi non sono ricco, non ho i milioni”: parla Giancarlo Bozzo
Il primo spettacolo il 12 maggio 1986 in uno spazio in Viale Monza. Prima un circolo, poi un teatro, ora casa di Zelig. Una casa del cabaret che non è mai crollata grazie a Gino e Michele e Giancarlo Bozzo. Di quella prima sera il ricordo più vivo ancora oggi «sono quelle 5 mila persone arrivate, in un locale con 120 posti a sedere. Il traffico in tilt in tutto il quartiere, i tamponamenti, i due mega fari puntati verso il cielo…». Questa ancora l’emozione a distanza di anni di Giancarlo raccontata a Vanity Fair. E viva è ancora la formazione di quella sera: «Io, che presentavo. E Claudio Bisio, Paolo Rossi, Antonio Catania… Nella prima settimana in cartellone c’erano David Riondino, che amerò per sempre, e Angela Finocchiaro. Poi Silvio Orlando e Tonino Taiuti, che interpretavano due suore». Un successo che riempie il proprio orgoglio personale ma non il portafoglio, almeno all’inizio. «I primi dieci anni ho fatto la fame: non avevo uno stipendio, dividevo casa con una ragazza, mangiavo a teatro. Nel ’93 ho fatto una vacanza, rarissima all’epoca, in Grecia a spese dei miei amici. Lì ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie. L’anno dopo ci sono tornato solo perché ha pagato lei». Poi un’altra svolta per Giancarlo Bozzo. «Poi mi hanno offerto di fare il capo animatore in un villaggio in Kenya. Ne ho parlato con Gino e Michele: “O qui la situazione cambia, o mollo tutto e vado”. Abbiamo costituito una società, Bananas, alla quale hanno partecipato con piccole quote anche Aldo, Giovanni e Giacomo, Elio, la Gialappa’s, Antonio Albanese e molti altri. Poi, nel ’96 Italia 1 ci propose di portare lo spettacolo in tv. Era Buon compleanno Zelig – 10 anni di risate: lì è cominciata la nostra storia televisiva. E io ho iniziato a prendere uno stipendio. Ma non sono ricco, non ho i milioni», confessa ancora a Vanity Fair. Dietro la nascita di Zelig, nonostante il suo orientamento di sinistra extraparlamentare, «non c’era un’ideologia di resistenza contro Drive In. Volevamo solo cercare nel mondo della comicità delle cose buone, di buon gusto, di sostanza, e proporle al pubblico. Non siamo mai stati contro niente, bensì sempre a favore della comicità». Lo definiscono «da tutta la vita un radical chic» ma «nel mio locale non si spende più di 18 euro per vedere uno spettacolo». E infatti, aggiunge: «Siamo sempre in passivo. Nessun teatro campa con il solo sbigliettamento. Si va avanti con la tv». Il successo di Zelig Giancarlo Bozzo se lo spiega per due semplici motivi: «Il primo è il rispetto per il pubblico: per tutti gli spettacoli, anche quelli televisivi, abbiamo sempre voluto che ci fosse un biglietto da pagare: lo show deve interessare davvero chi ci viene a vedere, non vogliamo gente che si ritrova lì per caso perché invitato da chissà chi. Il secondo è l’aver creato un luogo nel quale chi ci lavora rispetta e vuole bene ai colleghi. La complicità arriva al cuore della gente». Ma come detto, non è ora tutto quello che luccica. Ci sono state giornate da dimenticare, anzi da cancellare se fosse possibile. Quali? Due esempi: «Nel 1988: una sera arriva un fornitore al quale dovevamo un sacco di soldi e non avevamo una lira. Mi sono chiuso nel cesso alle 8 e sono uscito alle 3 del mattino per non farmi trovare. O quando Bruno Arena dei Fichi d’India si è sentito male al termine di un’esibizione e lo abbiamo portato in ospedale. E poi sappiamo com’è andata…». A Vanity Fair fa qualche nome e qualche cognome. Lo fa per esempio del più grande talento salito sul palco di Zelig («Antonio Rezza. È uno complicato e con un brutto carattere, dicono. Ma ha fatto delle cose eccezionali»), del più grande rompipalle (Raul Cremona e Ale e Franz) e anche del più presuntuoso: «Ci sono comici che hanno un grande ego. Enrico Brignano, per esempio, è molto preso da sé. Ma anche molto generoso». Sul più ingrato invece non risponde, «chi se ne importa». Sul più sottovalutato invece…«Maurizio Milani, sono innamorato di lui da sempre. La prima volta che si è esibito da noi, è arrivato con un pacchetto. “Questi qui sono i biscotti al cocco di Codogno. Ve li ho portati per ringraziarvi per questa opportunità che mi date. Però giovedì me li dovreste dare indietro”. Un genio». Domanda. In Italia, la comicità sembra essere prerogativa della sinistra. Risposta: «Per fare comicità bisogna essere anche capaci di autocritica: in questo senso la sinistra è avvantaggiata, a destra fanno più fatica. Ma ci sono anche comici di destra, come Pucci. Ecco, lui non è che mi faccia proprio ridere: è ancorato a un mondo che non c’è, o almeno che non dovrebbe esserci, più». Una storia di Zelig che ha rischiato di scomparire per colpa di un fallimento di altri. Anno 2023, il marchio Zelig fa parte del Gruppo Smemoranda… «e il 15 marzo avrei dovuto tirare giù la clèr per sempre, era come se stesse per morire il mio terzo figlio. Siamo stati coinvolti nel fallimento anche se non c’entravamo nulla. L’anno prima avevamo venduto il marchio a Mediaset per una cifra molto importante che non abbiamo nemmeno visto, perché finita direttamente nei calcoli del fallimento: la causa di tutto è stata la gestione, non proprio come si deve, di quella società. Con Gino e Michele abbiamo tentato di salvarlo, prendendo in affitto il ramo d’azienda, per poi comprarlo». Con Mediaset «non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema, nessuna ingerenza, nessuna censura. Al massimo, abbiamo tolto qualche battuta sul tal biscotto o il tal prodotto. Capirai che problema». E con Piersilvio Berlusconi? «Mi sembra abbia un gran carattere. È molto appassionato di Zelig, e lo ringrazio per il suo sostegno». L'articolo “Brignano il più presuntuoso, Raul Cremona e Ale e Franz i più rombiballe. I primi dieci anni di Zelig ho fatto la fame, anche oggi non sono ricco, non ho i milioni”: parla Giancarlo Bozzo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Fatto Quotidiano
Garlasco, l’avvocato Tizzoni: “I Poggi non vivono dei soldi di Stasi”. Il pm di Milano indaga per stalking e diffamazione
“Ai signori Poggi della parte economica non interessa sostanzialmente nulla. Questo concetto che si stiano arroccando per due soldi in croce, perché tali sono, è oltremodo offensivo. Dei circa 300 euro al mese che ricevono da Stasi oggi, le garantisco che i Poggi farebbero a meno. Non vivono certo di quelli”. Così Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi, interviene in un’intervista a Open sulla polemica relativa ai risarcimenti versati dall’ex fidanzato della figlia, condannato in via definitiva per l’omicidio uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. “Soldi versati da Stasi mai toccati” L’avvocato respinge le ricostruzioni circolate sui social secondo cui la famiglia Poggi sarebbe contraria alla nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per timore di dover restituire il denaro ricevuto. “Ci vorrebbe solo un po’ più di rispetto nell’immaginare una famiglia che ha avuto una figlia uccisa, con uno Stato che ha riconosciuto la responsabilità del condannato dopo due indagini a Pavia, ricorso straordinario alla Cassazione, ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, due tentativi di revisione a Brescia… tutto sommato penso che anche i Poggi potessero e possano pensare che i circa 50 magistrati che fino ad oggi hanno visto la vicenda non abbiano sbagliato”, spiega Tizzoni. Il legale entra poi nel dettaglio delle somme percepite dalla famiglia, sottolineando come il denaro non sia stato utilizzato. Il risarcimento fissato dalle sentenze era pari a un milione di euro, ma dopo una lunga battaglia giudiziaria si arrivò a un accordo transattivo di circa 700mila euro. Ad oggi, spiega Tizzoni, sarebbero stati percepiti “circa 350-400mila euro”, dei quali “ne avranno spesi 150 mila” per affrontare i processi. La parte restante sarebbe stata conservata. “Avranno messo da parte 200mila euro. Il signor Poggi da sempre ha un conto dedicato, dove ogni mese vengono accreditati questi circa 350-400 euro del lavoro di Stasi, e lui quella cifra non l’ha mai toccata, ce l’ha lì”. Da qui la precisazione finale dell’avvocato: “Restituire quelle somme non comporterebbe nessun concreto, serio disagio”. L’inchiesta per diffamazione e stalking Intanto, sul caso Garlasco si apre anche un nuovo fronte giudiziario. La Procura di Milano indaga infatti per presunti atti persecutori ai danni della famiglia Poggi e delle gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Antonio Panza, nasce dalle numerose querele per diffamazione e altri reati presentate negli ultimi mesi. A parlarne è stato Gianluigi Nuzzi durante la trasmissione Dentro la notizia su Canale 5. “Il dottor Panza ha recuperato circa duecento querele per diffamazione e altri reati che sono state via via presentate dai genitori di Chiara Poggi, circa una settantina, e un centinaio quelle presentate dalle gemelle Cappa e altri soggetti – ha ricordato Nuzzi -. Alimentandosi delle notizie contenute in questi atti di diffamazione, l’ipotesi è, in taluni casi, di atti persecutori. Al vaglio della procura di Milano ci sono le attività condotte nell’ultimo anno da tutta una serie di blogger, di giornalisti e di comunicatori che, secondo questa prima ricostruzione investigativa, avrebbe reiteratamente diffamato tutta una serie di soggetti andando a compiere veri e propri atti persecutori”. Nel corso del tempo le gemelle Cappa – mai indagate e sempre solo sentite in qualità di testimoni – sono state tirate in ballo in ricostruzioni in alcuni casi più che fantasiosi da presunti testimoni intervistati durante programmi televisivi. Nessuna delle piste alternative è risultata anche lontanamente credibile. Capitolo diverso quello di Rita Preda e Giuseppe Poggi, bersagliati da mesi da illazioni sul motivo per cui si sarebbero opposti alla nuova inchiesta. Nel mirino anche Marco Poggi “colpevole” di aver in più occasioni ribadito di non credere alla ricostruzione sull’amico. I genitori della vittima hanno sempre collaborato anche per le nuove indagini, permettendo per esempio i nuovi sopralluoghi. Non solo durante l’indagine, come emerso dalla chiusura indagine, sono stati intercettati dalla procura di Pavia. L'articolo Garlasco, l’avvocato Tizzoni: “I Poggi non vivono dei soldi di Stasi”. Il pm di Milano indaga per stalking e diffamazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
BBC News
Rescuers search rubble of Kyiv flats after massive Russian strikes kill two
Children are among the injured after Russia launched drones and missiles across Ukraine, officials say.
BBC News
Passengers allowed to leave norovirus-hit cruise ship
Passengers on the ship showing no symptoms are allowed to leave, authorities say, after 49 people fell ill from gastrointestinal sickness.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
In the UK, Muslim votes are treated as a problem to be managed
The UK's local elections exposed the suspicion that meets Muslim political participation.
Al Jazeera – Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
Lionel Messi scores two goals as Inter Miami rally to beat Cincinnati
Argentinian star forward's brace and an assist steer Miami to their fifth consecutive away victory in the MLS in the US.